Europei Maschili | 14 settembre 2026, 17:31

Eurovolley: Mati, nato come Kimi Antonelli e Sara Curtis. "Loro campioni, io ho ancora tanta strada"

Luca Muzzioli

Pardo Mati racconta il day after della grande prova contro la Slovacchia e scopre di essere nato nello stesso mese e nello stesso anno di Kimi Antonelli e Sara Curtis. Il centrale azzurro sorride: "Magari è un segno del destino anche per me".

Pardo Mati

Pardo Mati

MODENA – Dalla speranza di entrare nei convocati alla realtà di un Europeo vissuto da protagonista. Dopo la grande prestazione contro la Slovacchia, Pardo Mati racconta a mente fredda le emozioni del suo debutto nella rassegna continentale, il rapporto speciale con Modena e l'approccio di un'Italia che non vuole guardare troppo avanti.

La video intervista realizzara nel QG degli azzurri a Campogalliano

Prima dovevi conquistarti l'Europeo, poi sei arrivato e hai subito vissuto una partita da protagonista. Come stai vivendo il day after? "Molto bene. Sono molto contento sia della prestazione individuale sia di quella della squadra. Qualche tempo fa questo Europeo era un sogno, adesso è diventato realtà. Sono felice di essermi meritato la convocazione e ora bisogna viverlo fino in fondo".

La preparazione è lunga, mentre poi la competizione sembra volare. "È proprio questa la parte particolare della Nazionale: la preparazione dura tanto e poi la competizione vola. Emozioni così intense bisogna godersele bene, perché la parte più bella dura meno. Cercheremo di vivercele insieme come squadra e vedremo partita dopo partita".

A tutto questo si aggiunge l'emozione di giocare a Modena, praticamente a casa tua. "È bellissimo vedere facce conosciute sugli spalti e ogni tanto anche qualche maglia gialla in mezzo a quelle azzurre. Abbiamo un rapporto molto forte con i tifosi e con la società. Sono qui da due anni e Modena sta iniziando a sembrarmi casa, quindi giocare qui è sempre speciale".

Oggi molti giornali parlano di te. In famiglia c'è qualcuno che conserva gli articoli? "Sì, mamma e nonna tengono praticamente tutto. Anche papà è molto legato a queste cose. Ogni volta che esce un articolo mia mamma me lo manda su WhatsApp, perché è quella un po' più tecnologica. Quando torno a casa dalla nonna, invece, trovo la pila dei giornali che ha comprato e tutti gli articoli ritagliati".

Ti è piaciuto il titolo della Gazzetta dello Sport "Robe da Mati"? "Molto. È davvero carino e soprattutto molto creativo".

Sei nato nello stesso mese e nello stesso anno di Kimi Antonelli e Sara Curtis. Un'annata da campioni? "Loro sono campioni, io ho ancora tanta strada da fare prima di poterlo dire. Non sapevo nemmeno questa cosa delle date di nascita: magari sarà un segno del destino anche per me".

Come immagini il resto di questo Europeo? "Per voi magari sembra ancora lungo, ma per noi vola, ve lo assicuro. Queste ultime due partite del girone dobbiamo affrontarle bene come abbiamo fatto con le prime tre. Poi non ci mettiamo a fare calcoli su chi potremmo incontrare a Torino".

Quindi nessuna preferenza sull'avversario degli ottavi? "No. Se vuoi arrivare fino in fondo prima o poi devi batterli tutti. Non importa tanto chi trovi, ma quello che facciamo noi: cosa possiamo migliorare e cosa invece dobbiamo mantenere".

Avete guardato almeno il possibile percorso nel tabellone? "No, al momento pensiamo davvero partita per partita. Giocando quasi tutti i giorni sarebbe anche stressante pensare continuamente a quello che potrebbe succedere più avanti. La partita successiva è sempre quella più importante".

Come trascorri il poco tempo libero? Le azzurre di Velasco avevano i libri, voi cosa fate? "Io dormo. Dormo tantissimo perché sono nato stanco e ho bisogno di recuperare. Ogni tanto apro anche i libri dell'università, ma molto raramente e comunque niente di troppo impegnativo".

Perché hai scelto di studiare psicologia? C'entra anche lo sport? "Mi ha sempre interessato il lato psicologico delle persone, capire cosa ci porta ad avere determinati comportamenti. Sono sempre stato affascinato anche dall'anatomia del cervello. È qualcosa che mi interessa fin dalle superiori, quindi ho voluto provare questo percorso e rispecchia molto ciò che mi piace. Penso che continuerò".