MODENA – L'Europeo dell'Italia corre sul campo, ma per Fabio Balaso c'è anche una gioia personale destinata a segnare questa stagione molto più di qualsiasi risultato sportivo: tra pochi mesi diventerà papà. Il libero azzurro lo racconta con emozione, prima di tornare sul percorso della Nazionale e sulle prossime sfide del torneo.
La video intervista di Fabio Balaso al quartier generale degli azzurri a Campogalliano
Se dovesse arrivare una medaglia a questo Europeo, sai già a chi dedicarla? "Sì, so già a chi dedicarla perché tra pochi mesi diventerò papà. Sarà sicuramente una delle medaglie più belle, forse la più bella che avrò mai vinto".
Ci racconti questa grande gioia? "È una felicità enorme, anche perché arriviamo da un periodo nel quale ci stavamo provando da diverso tempo e che non è stato semplice. Abbiamo attraversato momenti difficili e ci siamo affidati anche alla medicina. Poi alla fine è arrivata naturalmente e questa cosa ancora mi sorprende. Sono veramente contento, la sto vivendo benissimo e soprattutto sta procedendo tutto per il meglio".
Può essere anche una spinta in più durante questo Europeo. Come vedi l'Italia dopo le prime tre partite? "Il percorso di crescita continua. Le partite non sono tutte uguali e ogni gara può nascondere insidie diverse, però da ciascuna possiamo prendere qualcosa per migliorare e aggiungere un altro mattoncino. Adesso il livello inevitabilmente si alzerà e dobbiamo farci trovare pronti".
Avete già conquistato gli ottavi, ma ora arrivano partite importanti anche per la classifica. Come le affrontate? "Come abbiamo affrontato tutte le altre: una partita alla volta, senza guardare troppo avanti e senza fare troppi calcoli. Dobbiamo pensare soprattutto al nostro gioco, migliorare ciò che non è andato bene nella partita precedente e limare alcuni aspetti per arrivare nel modo migliore alla fase finale".
Il fatto di procedere una gara alla volta significa anche non sentirsi favoriti? "Secondo me dobbiamo affrontare il torneo esattamente così: una partita alla volta, anzi prima ancora un pallone alla volta e un set alla volta. Dobbiamo restare concentrati sul presente. Sappiamo di essere una squadra forte, ma dobbiamo pensare a noi stessi senza fare troppi calcoli".
Il turnover con Laurenzano può aiutare entrambi durante un torneo così lungo? "Sì. L'Europeo è lungo, non soltanto per il numero delle partite ma anche per i giorni di pausa che allungano molto la competizione. Credo che Fefè avesse già previsto delle rotazioni e servono a tutti per trovare ritmo partita. In questa squadra siamo tutti titolari: non ci sono titolari e riserve. Tutti hanno bisogno di giocare per essere pronti quando servirà".
Hai superato le 200 presenze e sei tra i più esperti del gruppo. Senti una responsabilità diversa? "Al momento sono il più vecchio del gruppo, quindi vuol dire che un po' di strada l'ho fatta, sia con il club sia con la Nazionale. Sono contento di questo e spero di poter continuare a dare tanto. È un gruppo molto compatto, che sta bene insieme, ha già vinto e vuole continuare a vincere. Spero di farne parte ancora a lungo e di arrivare ad altri successi".
Come passate il tempo libero durante giornate che, giocando la sera, diventano molto lunghe? "Cerchiamo innanzitutto di riposare il più possibile. Io in camera sono con Sbertoli e guardiamo qualche serie TV per spezzare le giornate e arrivare più pronti e concentrati alla partita".
Che cosa state guardando in questo momento? "Suburra. Io non l'avevo mai vista, mentre lui sì, ma parecchio tempo fa e non se la ricordava molto. A me sta piacendo tanto, è davvero una bella serie".











