Europei Maschili | 17 settembre 2026, 09:09

Eurovolley: Lavia, "Prima e dopo l'infortunio sono due giocatori diversi"

Luca Muzzioli

Daniele Lavia racconta il suo Europeo alla vigilia della sfida con la Slovenia e torna sui mesi difficili vissuti dopo l'infortunio. Lo schiacciatore azzurro parla del proprio ruolo di equilibrio, del percorso mentale affrontato e del paragone con Lorenzo Bernardi: "Essere leader è impegnativo, ma in questa squadra lo siamo tutti a modo nostro".

Daniele Lavia

Daniele Lavia

MODENA – Alla vigilia di Italia-Slovenia, ultima sfida della fase a gironi degli Europei Maschili 2026, Daniele Lavia ha raccontato un percorso che va molto oltre il torneo. Dal lungo stop al ritorno in azzurro, fino a un ruolo sempre più centrale negli equilibri della Nazionale di Ferdinando De Giorgi.

Sul significato di essere nuovamente protagonista con la maglia azzurra: "Sono felice di essere qui, di poter indossare ancora questa maglia e di vivere questo gruppo. Sono contento di quello che sto facendo, di quello che stiamo facendo e di come stiamo giocando".

Sul lungo percorso successivo all'infortunio: "Anche io vedevo un po' di buio, non soltanto le persone intorno a me. Sono stati mesi difficili e impegnativi, non solo per l'intervento ma anche per la ripresa dell'attività. Non lo auguro a nessuno. È stato un infortunio particolare, però l'ho affrontato per quello che era e credo fosse importante viverlo così".

Sulla definizione di "leader silenzioso" della Nazionale: "È un bel complimento. Ci sto lavorando, perché essere leader è un ruolo impegnativo e mi piacerebbe riuscire ad assumerlo sempre di più. Però credo che in questa squadra siamo tutti leader: ognuno ha il proprio ruolo e lo è a modo suo".

Sul curioso rito delle sedie durante i time out, insieme a Simone Giannelli: "Non è per l'età, o almeno non soltanto. Per le articolazioni fa comodo sedersi un attimo e rifiatare. Qui poi i led sono molto alti e andare dall'altra parte non è semplice, quindi lo staff ci porta le sedie. Ringraziamo anche loro".

Sul modo in cui sta vivendo questo Europeo: "Lo sto vivendo con molta leggerezza. Per quello che ho passato sono semplicemente felice di essere qui, di giocare con questo gruppo e con questa maglia. Vivo la giornata e cerco di dare il mio contributo il più possibile".

Sul giudizio di Gian Paolo Montali, che lo ha definito uomo chiave ed equilibratore dell'Italia arrivando a paragonarlo a Lorenzo Bernardi: "Il paragone mi sembra impegnativo, perché Bernardi ha dimostrato di essere uno dei giocatori più forti della storia. Ringrazio Montali. Io scendo in campo per dare il mio contributo, che siano cinque punti o venti. So di avere anche questo ruolo di equilibrio e cerco di svolgerlo nel miglior modo possibile".

Sul confronto tra il Lavia precedente all'infortunio e quello di oggi: "Per me sono due persone e due giocatori diversi. Li vivo come due capitoli completamente differenti. Sono cambiate tante cose ed è giusto così. Non cerco paragoni perché ci sono troppe variabili. Sono però contento del livello che sto mostrando e di quello che riesco a dare alla squadra".

Infine, su ciò che ha scoperto di sé durante i mesi lontano dal campo: "Ho scoperto tantissimo: le mie fragilità, le mie debolezze e anche i miei punti di forza. Ho lavorato molto a livello mentale, fisico e tecnico. Io sono stato completamente fermo, a differenza di Alessandro Michieletto che ha potuto continuare a lavorare almeno in parte fisicamente. Se però un periodo così riesci a viverlo nel modo giusto, alla fine ti dà tantissimo".