Europei Maschili | 17 settembre 2026, 02:24

Eurovolley: Sanguinetti, "Devo tanto a Modena, ma ora è il momento dei saluti"

Luca Muzzioli

Giovanni Sanguinetti racconta il legame con Modena alla vigilia della sfida con la Slovenia e parla del percorso dell'Italia agli Europei. Il centrale azzurro sottolinea la crescita della squadra, la gestione del reparto a tre e la filosofia indicata da De Giorgi: "Una partita alla volta".

Giovanni Sanguinetti

Giovanni Sanguinetti

MODENA – Per Giovanni Sanguinetti la tappa modenese degli Europei Maschili 2026 ha anche un significato personale particolare. Cresciuto pallavolisticamente proprio qui, il centrale azzurro si prepara a salutare una piazza che ha avuto un peso decisivo nella sua formazione, vivendo allo stesso tempo l'emozione di giocare al PalaPanini con la maglia della Nazionale.

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C'è tanta Modena in questa Italia. Per te, che qui sei cresciuto, cosa significa vivere questo Europeo al PalaPanini e sapere che è arrivato anche il momento dei saluti? "Devo molto a Modena come società. Ho iniziato qui a 16 anni nelle giovanili e arrivare poi a giocare in prima squadra è stato un sogno che si è realizzato. Adesso è arrivato il momento dei saluti, ma lascio tante persone che mi hanno aiutato, formato e che hanno contribuito a rendermi il giocatore che sono oggi".

Che effetto fa giocare qui con la maglia azzurra? "È un'emozione in più, perché non capita spesso di passare dal PalaPanini con la Nazionale. È molto bello e credo che questa sia una piazza che meriti anche l'azzurro. Siamo molto contenti di aver potuto giocare qui".

L'Italia ti sembra in crescita rispetto alle prime partite? "Sicuramente abbiamo fatto dei passi avanti, anche se ce ne sono ancora altri da fare per raggiungere i nostri obiettivi. Siamo contenti che il livello stia salendo, ma sappiamo che c'è ancora qualcosa da migliorare".

La Slovenia può essere un altro test importante? "Sì, la partita di domani sarà un'ottima occasione per provare ad alzare ancora il livello di uno step. Sulla carta è probabilmente l'avversaria più complicata del girone. Stiamo mettendo in campo tante cose anche dal punto di vista del carattere e della reazione, ma tecnicamente abbiamo ancora margini di crescita".

Siete soltanto tre centrali. È un reparto corto per un torneo così lungo? "Di solito si parte in quattro, quindi è una situazione un po' particolare e all'inizio magari non eravamo abituati. Però è già da più di un mese che lavoriamo così anche in allenamento e durante la preparazione all'Europeo".

Vi sentite comunque coperti? "Sì, secondo me non è una cosa che stiamo soffrendo. Se uno è in difficoltà può entrare l'altro e siamo abbastanza intercambiabili. Siamo tranquilli e speriamo di continuare su questa strada".

Sei uno che guarda già avanti al tabellone o preferisci vivere una giornata alla volta? "Secondo me guardare troppo avanti può diventare un tranello. Fefè è molto chiaro sul fatto che non vuole che pensiamo troppo al futuro. Prendere una partita alla volta è anche il modo migliore per attraversare competizioni di questo tipo".

Quindi niente calcoli? "Esatto. Cerchiamo di non mettere troppo focus né su quello che è successo prima né su quello che potrebbe succedere dopo. Pensiamo alla partita che abbiamo davanti".