BULGARIA - La procedura per la cittadinanza era stata avviata nel 2020, ma il progetto di portare Noumory Keita nella nazionale bulgara non si concretizzò. A ricostruirne le ragioni è Lubo Ganev, presidente della federazione bulgara: nel suo racconto a Sportal.bg, il nodo era la necessità di far vivere e giocare il maliano nel Paese per almeno tre anni consecutivi, insieme all'impossibilità per i club locali di sostenerne l'ingaggio.
Ganev conferma innanzitutto che l'interessamento aveva avuto un seguito formale: "È vero che nel 2020 è stata avviata una procedura per il rilascio della cittadinanza bulgara a Noumory Keita. Il pallavolista nato in Mali voleva giocare per la nazionale della Bulgaria, ma in pratica questo non era possibile".
Il massimo dirigente bulgaro indica quindi le condizioni che, secondo la sua ricostruzione, avrebbero dovuto rendere praticabile l'operazione: "Per giocare nella nazionale della Bulgaria, Keita avrebbe dovuto vivere e giocare per almeno tre anni consecutivi in Bulgaria... Questo però non era possibile, perché gli offrivano cifre straordinarie per giocare in squadre della Corea e dell'Italia. Nessun club in Bulgaria poteva garantirgli l'enorme stipendio e per questo l'idea non ha potuto concretizzarsi".
Il punto sollevato da Ganev riguarda dunque la possibilità di trasformare il percorso di cittadinanza in una presenza stabile nel campionato bulgaro. Le opportunità economiche disponibili all'estero, nella spiegazione del presidente, impedirono di dare seguito a quella prospettiva sportiva.
Per il 25enne di Verona rimane invece prospettata la possibilità di un futuro nella nazionale italiana dal 2027, legata all'attesa della cittadinanza italiana.











