PORDENONE - Il primo tutto esaurito stagionale al PalaCrisafulli accompagnerà la sfida della Tinet Prata contro l'Itas Trentino. Si gioca domenica 1 novembre alle 18: per la formazione di Simone Di Tommaso è un altro confronto con una candidata allo scudetto, da affrontare cercando qualità e continuità anche nei momenti in cui il livello degli avversari imporrà maggiore resistenza.
In casa friulana si lavora per recuperare Klets, ma resta fiducia anche nell'eventualità di dover riproporre una formazione senza un opposto di ruolo. A Perugia, pur con qualche difficoltà in attacco, la Tinet ha mostrato organizzazione e tenuta contro battitori di alto livello: un contributo importante è arrivato in seconda linea dal libero Toscani e da Marttila, protagonisti di una ricezione su percentuali elevate.
Terpin: L'emozione di Perugia e la spinta del pubblico
Per Jernej Terpin la trasferta umbra ha coinciso con una prima volta attesa a lungo: "Per me a Perugia è stata personalmente una grande emozione poter esordire in SuperLega da titolare. Ad essere sinceri è stata una partita che ho sognato di giocare tutta l’estate. Farlo con una cornice di quasi 5.000 spettatori è stato splendido."
Lo schiacciatore guarda alla nuova sfida con lo stesso spirito: "Con l’Itas Trentino sarà una gara simile a quella con Perugia per le qualità tecniche che la squadra di Mendez metterà in campo. Sono anni che Trento è una delle squadre più forti d’Italia, ma anche d’Europa e del mondo e quindi sarà un altro match nel quale non dovremo mollare un attimo, cercando di resistere, senza perdere lucidità e fiducia quando inevitabilmente il loro gioco salirà di livello. Vogliamo divertirci, come abbiamo fatto a Perugia e sono convinto che il pubblico sarà il nostro uomo in più in campo".
Trento riparte da due 3-0, Zonta torna nella sua regione
L'Itas guidata dall'argentino Marcelo Mendez ha aperto il campionato con due vittorie per 3-0 contro Modena e Cisterna, dopo una stagione condizionata dagli infortuni. Un avvio che conferma il peso di un club nel cui palmarès figurano sei scudetti, cinque Mondiali per Club e quattro Champions League.
La struttura della squadra passa dagli azzurri Lavia, Michieletto e Sbertoli, campioni del mondo, e dal libero Laurenzano. Al centro ci sono il brasiliano Flavio e il serbo Nedeljkovic, mentre l'opposto è il francese Theo Faure. Nell'ultima gara Michieletto ha firmato tredici punti e Faure dodici. Tra le alternative a disposizione di Mendez figurano lo schiacciatore brasiliano Adriano e il palleggiatore gemonese Nicola Zonta.
Proprio Zonta vivrà il ritorno nella propria regione: "Domenica giocheremo a Pordenone, nella mia regione di origine, e la cosa mi fa particolarmente piacere perché era da tanto tempo che il Friuli non poteva contare su di una squadra nella massima serie. Troveremo sicuramente un ambiente entusiasta e una squadra determinata ad ottenere la salvezza il prima possibile. Ritroverò sottorete giocatori come Katalan e Terpin, che conosco bene".
Gli ex e i traguardi individuali
Sono tre gli ex tra i padroni di casa: Wout D'Heer, Alberto Pol e Federico Frassanella Midolo, tutti con un passato a Trento. Per D'Heer quella trentina fu la prima esperienza fuori dal Belgio; nella seconda stagione giocò da titolare le finali scudetto vinte dall'Itas.
Terpin è a 15 punti dai 1.500 con Prata. Sul fronte ospite, Riccardo Sbertoli cerca quattro muri per raggiungere quota 300 in SuperLega ed Elia Bossi sei punti per arrivare a 1.000 nella stessa competizione. A Daniele Lavia servono invece 21 punti per agganciare Osmany Juantorena nella graduatoria dei migliori realizzatori di sempre di Trento.
Nella presentazione della gara, Faure figura al quarto posto tra i marcatori del campionato e al quinto per efficienza offensiva; in quest'ultima classifica Nedeljkovic è primo e Flavio terzo. Al servizio Michieletto conta sette ace, D'Heer quattro: il centrale belga è anche secondo per muri vincenti nella competizione.
Dirette, arbitri e iniziative al palazzetto
La partita sarà trasmessa su Rai Sport.
A dirigere l'incontro saranno Ubaldo Luciani di Chiaravalle (AN) e Cesare Armandola di Voghera (PV).











