Superlega | 02 gennaio 2026, 18:47

Trento: Intervista al presidente Marcello Poli, “Siamo gente di montagna, il nostro segreto è il passo giusto”

Luca Muzzioli

Il numero uno di Trentino Volley, alla vigilia della sfida alla Lube, racconta il suo primo anno alla guida del Club campione d'Italia. Il "botto" del tricolore, l'orgoglio per le parole dei baby pallavolisti, la sua storia dall'azienda da sponsor alla presidenza tenendo viva la filosofia di un club che ha saputo rappresentare al meglio un territorio unico

Il presidente Poli al palasport quando è stato issato lo stendardo del tricolore

Il presidente Poli al palasport quando è stato issato lo stendardo del tricolore

TRENTO - Da sempre quella di Trentino Volley è una storia di passione ed esempio. Esempio di gestione, delle vittorie e delle sconfitte, momenti che fanno parte del gioco, assorbiti con classe e signorilità in egual misura. 

Una storia che vive il suo 26° anno di vita, una storia quella trentina che a questo portale si aggancia a doppio filo. Volleyball.it nacque nel 2000, anno del primo campionato di Trentino Volley, e ci è sempre piaciuto credere che sull'autostrada del Brennero, dalla nostra realtà a quella di questo club, ci corresse un segnale del destino.

Marcello Poli è il terzo presidente di questo club, segno di stabilità e continuità, e nel suo primo periodo al vertice ha vissuto senza dubbio un anno intenso. Subentrato a Bruno Da Re, figura ormai storica del club trentino – e più in generale della pallavolo italiana degli ultimi quarant’anni – di cui è stato presidente dal 2021 al 2024, dopo l’epopea targata Diego Mosna (2000-2021), Poli è un imprenditore di rilievo nel settore della Grande Distribuzione Alimentare, amministratore delegato del Gruppo Poli. Da sempre vicino al club gialloblù come sponsor e sostenitore, racconta la sua prima stagione alla guida della società tra bilanci, cultura sportiva e responsabilità verso il territorio.

[Il libero Laurenzano, il presidente Marcello Poli, l'ex presidente e fondatore Diego Mosna e il vice presidente Fabrizio Lorenz dopo il successo tricolore 2024/25]

"Lavoro, lavoro, lavoro"

"La mia famiglia è una famiglia di bottegai, di commercianti," racconta. "Sono entrato in azienda a 18 anni, il giorno stesso in cui ho finito la maturità. Mio padre mi disse: niente vacanze, si va a lavorare. Da allora ho fatto un po’ di tutto: ristorazione, contabilità, piccole imprese alimentari. Oggi la mia azienda familiare ha una quota importante nel mercato interregionale, e da più di venticinque anni ne sono amministratore delegato."

Una carriera imprenditoriale che ha portato Poli a sostenere lo sport del territorio: "Quando abbiamo iniziato a collaborare con Trentino Volley, era una delle poche realtà sportive di squadra capaci di rappresentare l’intera regione. Ora c'è anche il basket e altro, ma allora era così. All’inizio era solo una piccola sponsorizzazione, poi siamo diventati sponsor principali del libero. Da lì è nato un legame forte, e quando Mosna ha deciso di chiedere collaborazione e sostegno alle aziende del territorio ci siamo dichiarati disponibili, più coinvolti, siamo arrivati qui, ad accettare la presidenza - da appassionato vero - con grande senso di responsabilità dopo Bruno Da Re, dandogli il cambio perché come CDA gli avevamo chiesto forse di fare troppe cose con la presidenza e il ruolo operativo di DG".

[Il presidente Marcello Poli con la coppa del tricolore 2024/25 insieme al Presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti]

“Me la sono goduta, ma il lavoro era già stato fatto da altri... ”

"Quando a ottobre mi sono trovato di fronte a questa soluzione, ho deciso di accettare: sono contento di aver fatto questo passo, e oggi siamo qui," racconta Poli con il sorriso. "Nella mia ‘partenza col botto’  (lo scudetto, ndr) non c'è stato nessun merito, la squadra era già fatta, non voglio prendermi merito per il lavoro di qualcun altro. Ma comunque sì, me la sono goduta: mi sono goduto lo scudetto, ma anche le vittorie in cui non ero ancora presidente, come la Supercoppa vinta dai nostri giovani. Quelle emozioni me le porto tutte dentro, indipendentemente dai ruoli."

"Un orgoglio sentir dire che 'Qui si diventa persone migliori'"

"Il sindaco di Trento mi raccontava che, durante il Festival dello Sport in piazza Fiera, tra i campi allestiti c’erano anche i ragazzi delle nostre giovanili che giocavano e si divertivano davanti al pubblico," ricorda Poli. "A un certo punto hanno intervistato un ragazzino e gli hanno chiesto cosa significhi per lui far parte della Trentino Volley. Quel bambino ha risposto che qui non gli insegnano solo a diventare un bravo atleta, ma anche una persona migliore. Ecco, sentire una cosa del genere da un bambino è forse il risultato più bello che si possa ottenere."

[Il presidente Marcello Poli saluta l'arrivo del tecnico Marcello Mendez]

“Trento è una famiglia, non un’azienda qualsiasi”

Trentino Volley è riconosciuta come un modello di solidità e formazione: "Il nostro orgoglio più grande è aver cresciuto giocatori che oggi sono campioni del mondo e MVP internazionali. Da quando esiste il settore giovanile, 29 ragazzi sono arrivati in Superlega. È un dato enorme, e il merito va anche ai nostri allenatori e alle famiglie. Abbiamo undici squadre tra Serie B alle giovanili, una foresteria con ragazzi da tutta Italia e un grande radicamento sociale."

“Siamo montanari, il nostro segreto è il passo giusto”

Alla domanda su cosa renda Trento diversa dalle altre società, Poli risponde con un sorriso: "È la filosofia del montanaro. Noi cerchiamo il ‘passo giusto’. Non quello più lungo della gamba, ma quello che ti fa arrivare in cima. È una filosofia portata in questa realtà dagli anni di Mosna che ci ha protetti per anni dagli alti e bassi che hanno colpito altre società. Non abbiamo un mecenate unico, ma una compagine ampia, prudente e coerente. Questo ci impone di gestire bene ogni rischio e di costruire nel tempo."

"Il nostro modello in lotta deve sbaragliare una ricca concorrenza"

Valori umani vincenti. "Andare avanti con questo modello non è semplice," spiega il presidente. "In Italia ci sono club che spendono molto più di noi, con disponibilità economiche decisamente superiori. Eppure dobbiamo competere con loro, ogni anno, con la 'condanna' positiva di dover portare sempre a casa un risultato. Oggi però la concorrenza arriva anche dall’estero: Turchia, Polonia e Giappone offrono cifre importanti e attirano tanti giocatori. Per fortuna il nome e l’immagine di Trentino Volley, fondata su serietà e correttezza, ci aiutano a restare competitivi. Molti atleti scelgono di venire da noi non solo per l’aspetto economico, ma per il valore umano e tecnico del progetto. L’ho visto quest’estate con il coach e con i nuovi arrivati: hanno accettato con entusiasmo, anche rinunciando a qualcosa, pur di far parte di questa realtà."

[Il presidente Marcello Poli alla presentazione della stagione 2025/26]

“In Italia si vince anche quando si pareggia il bilancio”

Da imprenditore, Poli parla con chiarezza dei conti: "Il vero scudetto, oggi, è chiudere un bilancio in pareggio. Gli incassi da biglietteria coprono appena il 10-12% delle spese. Tutto il resto arriva da sponsor e partner, che oggi non sono più solo aziende locali: vogliono visibilità, contenuti, progetti concreti. Per questo abbiamo un marketing capace di personalizzare ogni proposta. Non basta più chiedere, bisogna costruire valore." Il presidente ammette che il modello trentino è sostenibile, ma impegnativo: "Ogni anno bisogna reinventarsi, trovare risorse, mantenere la qualità sportiva e sociale. È un lavoro complesso, ma anche appassionante."

“Il caso Lavia deve far riflettere: servono nuove regole”

Sul tema più delicato della stagione – l’infortunio di Daniele Lavia in Nazionale – Poli non nasconde la preoccupazione: "È un sistema da rivedere. Non è più attuale che un atleta, che di fatto è un libero professionista, venga utilizzato da altre entità senza che chi lo paga possa tutelarlo. Le società investono, stipulano contratti, si assumono responsabilità sulla sicurezza e la salute degli atleti. Quando questi giocatori sono in Nazionale, la Federazione deve rispondere di ciò che accade, anche dal punto di vista economico."

E ancora: "Capisco la voglia dei ragazzi di rappresentare l’Italia, ma il calendario internazionale è diventato folle. Non puoi costringere gli atleti a viaggiare per settimane tra Asia, America e Europa, con rischi altissimi per il fisico. Serve equilibrio, perché così le carriere si accorciano. Chi ha saputo gestirsi, come Kaziyski, è arrivato a 40 anni in campo. È una questione di buon senso e di tutela del lavoro."



[Bruno Da Re, DG del club e presidente dal 2021 al 2024, il presidente Marcello Poli e il vice presidente Fabrizio Lorenz]

“Non ho ambizioni personali: le persone passano, la società resta”

Sul futuro, Poli è chiaro: "Io e Bruno (Da Re, ndr) abbiamo ormai una certa età. Il nostro compito oggi è gestire questa fase e preparare chi verrà dopo. Le persone passano, la società rimane. Non ho ambizioni personali. Mi basta sapere che Trentino Volley continuerà a camminare con il suo passo giusto."

E chiude con una battuta: "Cosa porteremo a casa quest’anno? Non lo so. È un anno difficile, la coperta è corta, ma il gruppo è unito, i ragazzi stanno crescendo e il coach sta facendo un grande lavoro. Se restiamo sani, ce la giochiamo con tutti."