Internazionale | 06 marzo 2026, 15:37

CEV: Possibile ritorno delle nazionali giovanili russe nelle competizioni europee, polemiche sulla decisione

Redazione Volleyball.it

CEV: Possibile ritorno delle nazionali giovanili russe nelle competizioni europee, polemiche sulla decisione

RUSSIA - Secondo quanto riportato dalla Federazione Russa di Pallavolo (ARVF), la Confederazione Europea di Pallavolo (CEV) avrebbe deciso di consentire alle squadre giovanili russe di tornare a partecipare ai tornei europei di categoria, competizioni che fungono anche da qualificazione per gli eventi mondiali.

In base alle informazioni diffuse dalla federazione russa, le nazionali giovanili sarebbero ammesse senza restrizioni, potendo competere con bandiera e inno nazionale. Restano tuttavia da definire gli aspetti operativi e le modalità di applicazione della decisione, che dovranno essere esaminate dal Consiglio di amministrazione della CEV.

La scelta sarebbe in linea con quanto annunciato in precedenza dalla Federazione Internazionale di Pallavolo (FIVB). Il 12 dicembre 2025, infatti, la federazione mondiale aveva comunicato che le squadre giovanili e juniores russe avrebbero potuto tornare a partecipare a tutte le competizioni internazionali a partire dal 1° gennaio 2026.

La possibile riapertura alle squadre russe arriva però in un contesto geopolitico che resta profondamente critico. La Russia continua infatti a essere impegnata nel conflitto con l’Ucraina e gli attacchi militari sul territorio ucraino proseguono quotidianamente, una situazione che non appare sostanzialmente mutata rispetto al momento in cui le federazioni sportive internazionali decisero di escludere le rappresentative russe dalle competizioni.

Proprio per questo la decisione – se confermata – rischia di alimentare un forte dibattito all’interno del movimento sportivo europeo. I motivi che avevano portato all’embargo sportivo nei confronti della Russia, infatti, non sembrano essere venuti meno, e l’eventuale riammissione delle squadre giovanili potrebbe essere interpretata come un primo passo verso una normalizzazione sportiva mentre il conflitto è ancora in corso.