MODENA – C’è un nuovo caso Volley Modena riportato dalla Gazzetta di Modena, che porta all’attenzione pubblica una segnalazione all’Ispettorato del lavoro da parte di una allenatrice del settore giovanile.
Nell’articolo firmato da Lara Lugli e pubblicato lo scorso 19 marzo, si parla di una denuncia relativa alla posizione lavorativa della tecnica, con riferimento a mensilità non corrisposte e all’assenza di un contratto. Una segnalazione formale, dunque, che ha acceso il dibattito attorno alla gestione del club e alla tutela delle figure impegnate nell’attività sportiva.
Nel dettaglio, l’allenatrice avrebbe chiesto più volte di poter visionare il proprio contratto senza ricevere riscontro, evidenziando inoltre ritardi nei pagamenti e una situazione non definita sotto il profilo contrattuale. Da qui la decisione di rivolgersi all’Ispettorato del lavoro per fare chiarezza.
A seguito della pubblicazione dell’articolo, Volley Modena ha diffuso un comunicato ufficiale dai toni decisi, respingendo la ricostruzione giornalistica e annunciando azioni legali a tutela della propria immagine. Tuttavia, emerge un elemento significativo: la nota non risulta essere stata trasmessa agli organi di informazione - come consuetudine -, ma pubblicata esclusivamente sui canali della società, con una modalità che appare rivolta più a un pubblico interno che a un confronto diretto con quanto riportato dal quotidiano modenese.
Va inoltre sottolineato un aspetto centrale: la denuncia esiste ed è stata formalizzata. La sua pubblicazione rientra nel diritto di cronaca e non può essere imputata alla giornalista, che ha riportato una segnalazione reale e già portata all’attenzione delle autorità competenti.
Nel comunicato del club, peraltro, non emergono smentite puntuali sui singoli elementi della vicenda – come i pagamenti o la posizione contrattuale – quanto piuttosto una contestazione generale dell’impostazione dell’articolo e della sua diffusione. Una presa di posizione che non entra nel merito dei fatti segnalati.
La situazione resta ora affidata agli eventuali accertamenti degli organi competenti, chiamati a verificare quanto denunciato, mentre sul piano sportivo e comunicativo il caso apre una riflessione più ampia sulle condizioni di lavoro nel settore dilettantistico e sul rapporto tra società, operatori e informazione.











