LOSANNA – Il Comitato olimpico internazionale (CIO) compie un primo passo verso il possibile ritorno della Russia nel movimento olimpico. L'Esecutivo del CIO ha infatti revocato, in via provvisoria, la sospensione del Comitato olimpico russo, introdotta nel 2023 dopo l'invasione dell'Ucraina.
La decisione apre la strada alla partecipazione degli atleti russi alle qualificazioni per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028, ma non rappresenta ancora una piena riammissione. Saranno infatti le singole federazioni internazionali a decidere se consentire la partecipazione degli atleti nelle rispettive discipline, fermo restando il rispetto dei requisiti antidoping.
Resta inoltre irrisolta la questione della rappresentanza ufficiale della Russia: il CIO non ha ancora stabilito se gli atleti potranno gareggiare con bandiera e inno nazionale oppure ancora in veste di neutrali, come avvenuto ai Giochi di Parigi 2024.
Il Comitato olimpico internazionale ha precisato che continuerà a non organizzare eventi sportivi in Russia e a non invitare rappresentanti del governo russo alle proprie manifestazioni, ribadendo che la decisione non modifica la posizione di ferma condanna nei confronti dell'invasione dell'Ucraina.
Alla base della revoca della sospensione vi è il fatto che il Comitato olimpico russo ha rimosso dalla propria struttura le organizzazioni sportive regionali dei territori ucraini occupati, elemento che aveva determinato il provvedimento disciplinare del 2023.
Da Mosca la decisione è stata accolta con favore. Il ministro dello Sport Mikhail Degtyarev ha parlato di un "segnale chiaro" inviato dal CIO, sostenendo che il movimento olimpico debba restare separato dalla politica e confermando l'intenzione della Russia di prendere parte alle qualificazioni per Los Angeles 2028.
Il cambiamento segna una netta differenza rispetto agli ultimi Giochi. A Tokyo 2020 (disputati nel 2021) la Russia aveva partecipato con oltre 300 atleti, conquistando 71 medaglie. Dopo il bando conseguente alla guerra, invece, a Parigi 2024 erano stati ammessi soltanto 32 atleti provenienti da Russia e Bielorussia, esclusivamente con status neutrale. Lo stesso criterio era stato adottato anche per Milano-Cortina 2026.
La decisione del CIO non comporta quindi un ritorno automatico della Russia alle competizioni internazionali, ma rappresenta un'importante apertura che rimette nelle mani delle federazioni internazionali la scelta sulla partecipazione degli atleti russi nelle rispettive discipline.











