Europei Femminili | 02 settembre 2026, 23:44

Europei Femminili: Egonu dopo la Svezia, "Prima dopo un errore mi chiudevo, ora guardo le compagne negli occhi"

Redazione Volleyball.it

Paola Egonu racconta il successo dell'Italia sulla Svezia nei quarti di finale e una partita vissuta tra sofferenza, emozioni e grande carattere. L'opposta azzurra sottolinea anche la propria crescita nella leadership: "Mi rendo conto di quanto conti la mia presenza. Con questa squadra posso dare ancora di più".

L'urlo di Paola Egonu

L'urlo di Paola Egonu

BRNO (Rep. Ceca) – Una partita sofferta, una qualificazione conquistata lottando e una Paola Egonu capace di salire di livello proprio nei momenti più delicati. Dopo il successo dell'Italia sulla Svezia nei quarti di finale degli Europei Femminili 2026, l'opposta azzurra mette però ancora una volta il gruppo davanti alla propria prestazione.

"Sono molto contenta e molto fiera di come abbiamo lottato e di come siamo rimaste attaccate alla partita. È stato bello giocare, soffrire e poi uscirne tutte insieme in questo modo".

"Ho trovato il mio ritmo"

Nel corso della partita Egonu ha progressivamente trovato continuità, diventando uno dei riferimenti offensivi dell'Italia nel momento in cui il peso del quarto di finale è aumentato.

"Devo sempre ringraziare le mie compagne, ma sono contenta di aver trovato il mio ritmo e di essere riuscita a dare il mio contributo alla squadra".

La difficoltà della sfida non ha sorpreso l'Italia. Le azzurre avevano già affrontato la Svezia pochi giorni prima e proprio la conoscenza reciproca ha reso il nuovo confronto ancora più complesso.

"Giocare di nuovo contro una squadra a così poca distanza di tempo è sempre più complicato, perché ci si conosce meglio, si cambiano i colpi e poi c'è la tensione legata al fatto che fosse un quarto di finale".

Una pressione che Egonu ha scelto comunque di vivere pienamente.

"È bello essere qui ed è bello poter vivere questi momenti al cento per cento".

Haak e la Svezia: "Dovevamo trovare le posizioni"

Nella prima parte della gara l'Italia ha faticato a trovare le contromisure contro l'attacco svedese. Egonu esclude però che si sia trattato semplicemente di nervosismo. "Dovevamo trovare un attimo le posizioni. Loro hanno disputato una grande partita, Bella ma anche le giocatrici di posto 4, e hanno difeso tanto".

Le difficoltà sono state quindi soprattutto tecniche, unite alle inevitabili emozioni di una gara a eliminazione diretta. "Più che nervosismo c'erano le emozioni legate al giocare una partita del genere".

"Prima tendevo a chiudermi dopo un errore"

Il passaggio più personale dell'intervista riguarda però la crescita di Egonu come leader. L'esperienza maturata da capitana nel club le ha permesso di modificare anche il modo di vivere i momenti difficili.

"Assolutamente sì, mi ha dato qualcosa in più. Adesso guardo molto di più le mie compagne e cerco di stare con loro".

La differenza rispetto al passato viene spiegata con grande chiarezza. "Prima tendevo molto a chiudermi, soprattutto dopo un errore. Adesso invece mi rendo conto che la mia presenza, come quella di tutte, è importante".

Non servono necessariamente grandi discorsi. "Basta guardarci negli occhi, incitarci e provarci al cento per cento".

Una trasformazione che non riguarda quindi soltanto la responsabilità tecnica, ma il modo di partecipare emotivamente alla partita e di sostenere il gruppo nei momenti di maggiore pressione.

"Posso dare ancora di più"

Alla domanda se senta di avere ancora qualcosa da offrire nella fase decisiva dell'Europeo, Egonu non ha esitazioni. "Assolutamente sì. Con questa squadra sì".

Ora il torneo si sposta a Istanbul, dove l'Italia affronterà la fase conclusiva della competizione.

All'invito ad andare in Turchia con l'ambizione di conquistare anche Istanbul, Egonu risponde però senza abbandonare quella filosofia del passo dopo passo diventata una costante del percorso azzurro. "Intanto arriviamoci. Piano piano, ci siamo".