ISTANBUL – La Polonia è tornata tra le prime quattro d'Europa, l'ultima volta il 2019, e Stefano Lavarini non nasconde la soddisfazione alla vigilia della semifinale contro l'Italia. Per il Ct italiano della nazionale polacca, il risultato assume un valore particolare proprio alla luce del percorso compiuto negli ultimi anni nei grandi appuntamenti internazionali.
La video intervista da Istanbul
"Sono molto, molto contento. Si gioca sempre per cercare di arrivare in fondo, per le medaglie e per le migliori posizioni, indipendentemente dal maggiore o minore valore della squadra".
Per la Polonia, però, questa semifinale rappresenta anche il superamento di una barriera che nelle ultime stagioni era rimasta invalicabile.
"Nel nostro percorso di questi anni, tolta la VNL dove ci siamo tolti delle buone soddisfazioni, negli altri tornei più importanti, Europei, Mondiali e Olimpiadi, non eravamo mai riusciti ad andare oltre i quarti di finale".
Sulla strada erano spesso capitate proprio le squadre più forti. "Una volta abbiamo trovato la Turchia, un'altra l'Italia: squadre che in questo momento hanno dimostrato di esserci superiori, spesso anche nettamente. Per noi essere qui e poterci giocare quello che volevamo è sicuramente un ottimo risultato. Cercheremo di farlo al meglio".
"Conoscere le italiane non è un vantaggio particolare"
Lavarini conosce molto bene diverse giocatrici azzurre, allenate nel corso della sua carriera nei club, ma non considera questa familiarità un vantaggio decisivo. "Non credo sia un vantaggio particolare, anche perché io non gioco: sto fuori a guardare".
C'è piuttosto una componente emotiva. "È sempre un piacere, perché quando hai condiviso con delle persone un percorso e soprattutto lo stesso genere di emozioni, ritrovarle dà sempre una sensazione molto piacevole".
Il riferimento arriva anche alla conferenza stampa condivisa con Magdalena Stysiak e Anna Danesi, entrambe già allenate da Lavarini. "Se chiudi gli occhi per un attimo, ti sembra di tornare in club e poi ti risvegli e quasi non capisci con quale delle due sei. È una sensazione piacevole, ma non credo rappresenti un vantaggio specifico".
"L'Italia ha trovato un equilibrio molto aggressivo"
Sul piano tecnico, Lavarini vede una Nazionale italiana cresciuta molto intorno al nuovo assetto adottato nelle ultime settimane. "L'Italia ha ricominciato a giocare con questo sistema poche settimane fa. Da quel momento ha costruito progressivamente equilibrio e solidità".
Come tutte le squadre impegnate in una manifestazione lunga, anche le azzurre hanno attraversato momenti differenti. "Ci sono stati passaggi più o meno brillanti, ma questi sono i momenti nei quali i giocatori che sanno giocare e le squadre che sanno giocare tirano fuori le loro qualità migliori".
Il giudizio sull'Italia è netto. "Mi aspetto un'Italia sicura, determinata, aggressiva. Ha trovato un ottimo equilibrio, un equilibrio molto aggressivo. L'Italia è molto forte".
"Il lato del tabellone? Non ci interessava"
Lavarini esclude che la Polonia abbia fatto calcoli sul percorso della fase a eliminazione diretta. "Dal mio punto di vista cambiava veramente poco. Anche prima della partita con la Turchia c'erano speculazioni su quale lato del tabellone fosse migliore, ma noi abbiamo semplicemente cercato di giocare la nostra miglior partita".
Il motivo è semplice. "Non abbiamo guardato dove saremmo finiti, anche perché prima di parlare di semifinale per noi c'erano Olanda, Germania, Slovenia o Belgio. Erano tutte squadre molto difficili da interpretare".
Antropova? "Vi rispondo domani sera"
Inevitabile una domanda anche sul nuovo utilizzo di Ekaterina Antropova e sulla differenza rispetto all'Italia che in passato la utilizzava prevalentemente nel doppio cambio. Lavarini sorride e rimanda il giudizio. "Domanda molto interessante, però la risposta ve la do domani sera".
Poi entra nel merito: "A parte gli scherzi, credo che l'Italia sia molto forte con qualsiasi configurazione. Ogni soluzione ha pregi differenti e non sono ancora al punto da poter esprimere una preferenza".
Per il Ct polacco, affrontare l'Italia resta comunque una sfida stimolante. "È un piacere giocare contro l'Italia, francamente. Sono consapevole che sia un ostacolo veramente duro, ma considerando anche il livello delle altre squadre arrivate fin qui, è semplicemente un grande piacere affrontarla".
Il quarto con la Svezia da studiare
Lavarini ammette anche di non aver ancora completato l'analisi del quarto di finale vinto dall'Italia contro la Svezia. "Siamo tornati tardi in hotel e poi è stata fissata questa conferenza stampa, quindi sto aspettando davvero di poter andare a rivedere quella partita".
Il lavoro di studio entrerà così nel vivo nelle ore che precedono la semifinale.
"Italia-Istanbul, un asse che si ripete spesso"
Per Lavarini, che conosce bene sia il volley italiano sia quello turco, Istanbul è ormai una tappa ricorrente nei grandi appuntamenti internazionali, suo prossimo approdo con la panchina del Fenerbahce.
"L'asse Italia-Istanbul nell'alto livello della pallavolo sta diventando sempre più ravvicinato. Sono luoghi che si ripetono spesso nel nostro percorso, tra coppe europee, nazionali e grandi manifestazioni".
E alla vigilia della semifinale, più che pensare al proprio futuro nei club o ai tifosi turchi, il tecnico mantiene il focus sulla Polonia.
"In questo momento ai tifosi interessa giustamente soprattutto la loro Nazionale. Hanno un grande attaccamento, come del resto succede anche da noi in Polonia".
Ora resta il campo. Da una parte l'Italia campione in carica e costruita attorno a un nuovo equilibrio, dall'altra una Polonia che ha finalmente superato il muro dei quarti e vuole provare a trasformare un risultato già importante in qualcosa di ancora più grande.











