Europei Femminili | 07 settembre 2026, 01:28

Eurovolley: Velasco dopo la finale, "Il secondo non è il primo dei perdenti"

Luca Muzzioli

Julio Velasco difende l'Italia dopo la sconfitta al tie-break contro la Turchia nella finale europea e respinge la cultura del "se vinci va tutto bene, se perdi va tutto male". Il Ct sottolinea il carattere del gruppo, analizza i cambiamenti tecnici dell'estate e guarda già al futuro: "I problemi tecnici si possono correggere, molto più difficile sarebbe avere una squadra impaurita o che molla".

Julio Velasco

Julio Velasco

ISTANBUL (Turchia) – L'Italia perde al tie-break contro la Turchia la finale degli Europei Femminili 2026, ma Julio Velasco parte da un concetto preciso: il risultato non cancella né il percorso né la qualità mostrata dalle azzurre.

La video intervista

Sul modo in cui l'Italia ha perso la finale: "Sono orgoglioso di questo gruppo, perché ci sono modi e modi di perdere. Questa è stata una partita nella quale la squadra non ha mai mollato. Abbiamo avuto momenti nei quali non abbiamo giocato bene, ma siamo sempre rimasti lì, senza abbassare le braccia. Questa è la prima cosa".

Velasco contesta poi una lettura dello sport esclusivamente legata al risultato: "C'è una brutta abitudine nella nostra cultura sportiva: quando si vince va tutto bene e quando si perde va tutto male. Noi abbiamo vinto un Mondiale portando a casa semifinale e finale con due partite che ancora oggi non so come abbiamo fatto a vincere. Adesso è successo il contrario e subito si cercano conclusioni definitive. Lo sport non funziona così".

Il riferimento va anche alla precedente finale contro la Turchia: "Abbiamo vinto partite contro Brasile e Turchia al tie-break per due palloni. Contro la Turchia avevamo perso molto male il quarto set e poi avevamo vinto il quinto. Oggi è successo il contrario. Lo sport è questo".

Sul bilancio dell'Europeo e sui numerosi cambiamenti introdotti: "Le ragazze sono state bravissime anche perché questi cambiamenti non erano facili. Quest'anno abbiamo deciso di dare un lungo periodo di riposo a quattro giocatrici. Non potevamo continuare a chiedere loro di giocare sempre tra club e Nazionale, dopo tanti anni consecutivi".

Tra le novità tecniche, Velasco cita ancora il nuovo assetto con Ekaterina Antropova e Eleonora Fersino: "C'è stato il cambio di ruolo di Kate, ma anche quello di Fersino, che invece di difendere prevalentemente in posto 5 è andata spesso in 6 e si è presa molto campo per coprire Kate. Sono tutti cambiamenti fatti in poco tempo, in parte perché io stesso ho cambiato idea e in parte perché modifiche di questa portata hanno bisogno di tempo".

Il Ct guarda già oltre questa finale: "Credo che l'anno prossimo miglioreremo. Siamo comunque arrivati fino alla finale. La presunzione, secondo me, sarebbe non dare valore a quello che abbiamo. Anche questa è una brutta abitudine: pensare sempre a ciò che manca e non a quello che c'è".

"Hanno avuto paura? No. Hanno mollato? No"

Velasco insiste soprattutto sulla risposta mentale mostrata in un ambiente difficilissimo: "Abbiamo perso un tie-break in questo palazzetto. Nel tennis, se uno spettatore starnutisce mentre un giocatore serve, viene richiamato. Qui abbiamo giocato in un ambiente nel quale praticamente non ci si sentiva. Le ragazze hanno avuto paura? No. Hanno mollato? No".

Da qui la distinzione tra problemi tecnici e problemi di atteggiamento: "Abbiamo avuto problemi tecnici che ci hanno fatto perdere? Sì. Lavoreremo su quelli. Ma se hai un gruppo che non molla e non ha paura, sui problemi tecnici puoi lavorare. Molto più difficile sarebbe cambiare una squadra che si arrende o si spaventa".

Sul secondo set, nel quale l'Italia aveva costruito un vantaggio importante prima della rimonta turca: "Non lo so, loro ci hanno messo in difficoltà. Ma anche dopo abbiamo vinto bene un set pur iniziandolo malissimo. Nella finale del Mondiale era successo esattamente il contrario: avevamo perso molto male il quarto e poi vinto il tie-break. Le partite prendono certe pieghe".

Il punto per Velasco resta uno: "Questa non è una squadra che molla, che si lascia andare o che gioca con paura".

"Non sono preoccupato per la qualificazione olimpica"

La sconfitta europea impedisce all'Italia di centrare la qualificazione olimpica attraverso questa strada, ma Velasco non mostra preoccupazione. "Non avremo problemi a qualificarci per le Olimpiadi. Non sono minimamente preoccupato".

La gestione delle giocatrici continuerà quindi a prevedere periodi di riposo: "L'ho sempre fatto, anche quando allenavo la Nazionale maschile. In World League, chi arrivava fino in fondo con il club non disputava la prima parte. Continueremo così perché non si può chiedere alle giocatrici di giocare sempre senza riposare mai".

E ci sarà spazio anche per le più giovani: "Le ragazze giovani avranno la loro possibilità in VNL. Quest'anno abbiamo scelto di fare determinati esperimenti e dare riposo ad alcune giocatrici. L'anno prossimo potremo gestire il gruppo in maniera diversa".

Velasco ricorda anche quanto fatto con un gruppo più giovane: "Con le giovani siamo comunque arrivati fino alla finale di VNL".

"Il secondo non è il primo dei perdenti"

Il Ct chiude con una riflessione sulla cultura della vittoria: "Io non sono per niente d'accordo con chi dice che il secondo è il primo dei perdenti. Proprio per niente. Lo dicevo quando arrivammo secondi alle Olimpiadi con gli uomini e lo dico anche dopo aver vinto le Olimpiadi con le donne".

Velasco sa bene che una parte dell'opinione pubblica giudicherà soltanto il risultato, ma non sembra preoccuparsene: "So che esiste questa mentalità. La mia forza è che me ne frego. Quello che pensano gli altri mi interessa poco".

La conclusione è coerente con tutta la sua lettura della finale: "Sono convinto che lo sport sia questo: si vince e si perde. Bisogna saper accettare entrambe le cose".