TORINO – Cinque vittorie su cinque, primo posto nella Pool A e adesso la fase a eliminazione diretta. Per Alessandro Michieletto, però, questo Europeo ha anche un significato personale particolare: dopo sette mesi lontano dal campo, il set giocato contro la Slovenia ha rappresentato il vero ritorno alla pallavolo.
Sul percorso compiuto dall'Italia nella fase a gironi: "Siamo in costante crescita. L'ultima partita ha dato spazio anche a chi aveva giocato un po' meno e questo ci dà sicuramente una marcia in più. Tutti sono pronti e tutti hanno ritmo gara, che è quello che ci serve perché adesso, nelle partite dentro o fuori, contano tutti e serve mantenere un livello di gioco molto alto".
Sul livello raggiunto dagli azzurri: "Secondo me siamo a buon punto. Le ultime due avversarie, soprattutto Cechia e Slovenia, erano squadre di alto livello. Adesso però iniziano le partite nelle quali non si può sbagliare".
L'ottavo con la Danimarca richiederà anche la capacità di adattarsi rapidamente a un nuovo contesto: "Bisogna tenere l'attenzione altissima. Abbiamo cambiato città, c'è un palazzetto nuovo e ci sono nuove distrazioni alle quali adattarsi. Dobbiamo essere pronti e preparati. Siamo sulla strada giusta e la squadra è molto focalizzata".
Il passaggio più personale riguarda però il ritorno in campo e la possibilità di disputare nuovamente un intero set: "È stata un po' come la prima volta, perché sette mesi sono stati lunghi. Tornare a giocare un set intero è stato per me il vero rientro".
Michieletto non nasconde l'emozione: "Sono tornato a giocare a pallavolo ed è stato qualcosa di veramente bello. Mi era mancato. Non pensavo che avrei mai detto una cosa del genere, ma mi è mancato tantissimo".
Non soltanto il campo, ma anche la quotidianità della squadra: "Mi è mancato stare con i compagni. Per questo ringrazio tutto lo staff: abbiamo vissuto un'estate molto lunga, con tanti allenamenti tra Cavalese e Firenze, continuando a lavorare e provando tutto il possibile pur di permettermi di essere qui e dare una mano alla squadra".
Per lo schiacciatore azzurro, essere arrivato fino a questo punto rappresenta già un traguardo importante: "Per me essere qui è già qualcosa di bellissimo e mi rende orgoglioso".











