MODENA – Una Slovenia rimaneggiata, ma capace di portare l'Italia al tie-break e di chiudere comunque al secondo posto nella Pool A degli Europei Maschili 2026. Fabio Soli lascia Modena soddisfatto soprattutto della reazione del gruppo e della disponibilità mostrata dai giocatori chiamati ad adattarsi a ruoli e situazioni differenti.
L?intervista a Fabio Soli in mix zone
Sulle condizioni della squadra: "Chi oggi non ha potuto giocare non è nelle migliori condizioni. Quelli che invece sono scesi in campo e hanno partecipato alla partita stanno meglio rispetto alle prime tre gare. Dopo la sfida con la Grecia avevamo capito che dovevamo tornare alla nostra filosofia e alla nostra strada. Lo abbiamo fatto discretamente già contro la Repubblica Ceca, pensando alla palla successiva e senza lamentarci troppo per quella precedente, cosa che invece avevamo pagato tantissimo contro la Grecia".
Sul continuo adattamento tattico e sull'impiego di Mujanovic anche in posto 4: "Mujo è qualcosa di eccezionale. Prima della partita gli ho chiesto la disponibilità a giocare in quattro perché tatticamente secondo me poteva funzionare, inserendo poi un ricevitore come finto opposto. Non ha fatto alcun problema".
Soli racconta anche un episodio significativo quando la possibilità di conquistare il primo posto nel girone era ormai sfumata: "La mia idea era quella di concedergli un po' di riposo, perché se lo merita: sta attaccando un miliardo di palloni in ogni partita. Invece è stato lui a chiedermi di restare in campo perché voleva vincere la gara. Questo dice moltissimo della persona e del giocatore che è. Secondo me ha il potenziale per diventare sicuramente uno dei migliori nel suo ruolo".
Ora la Slovenia si prepara all'ottavo di finale contro la Serbia, un'avversaria già affrontata diverse volte: "L'abbiamo incontrata una tonnellata di volte. È una squadra fastidiosa, con un gioco semplice ma molto efficace, e sa lottare come tante squadre balcaniche. Sarà una bella sfida anche perché gioca in maniera completamente diversa rispetto a noi. A volte facciamo fatica contro traiettorie e stili di gioco ai quali siamo meno abituati".
Soli dovrà affrontare la fase a eliminazione diretta anche con problemi importanti nell'organico: "Siamo fiduciosi nonostante Tine non possa più dare il proprio contributo in campo. Continuerà però a essere quello che è per questa squadra: il capitano e una persona fondamentale, capace di tenere insieme tante cose anche quando magari i numeri dicono che sta facendo fatica. Speriamo poi di recuperare velocemente Rok, perché anche lui è una figura molto importante per noi".
La partita con l'Italia ha però fornito indicazioni positive sulla profondità del gruppo: "Quello che si è visto è che questa squadra è composta da tanti ragazzi capaci di dare il proprio contributo. Soprattutto in una situazione di difficoltà come quella di oggi viene fuori la vera essenza di una squadra che lotta e combatte".
Un aspetto piace particolarmente al tecnico italiano: "Mi piace vedere una squadra che non considera l'errore come un peso. Con tanti ragazzi giovani bisogna riuscire ad affrontarlo con grande serenità, pur cercando naturalmente di non ripeterlo. Oggi ho visto qualcosa di diverso in alcuni giocatori e mi fa piacere, perché significa che hanno capito quali cose possono essere utili alla loro crescita".
Infine, sulla possibilità di ricorrere a un cambio medico e sull'identità della Slovenia: "Non vogliamo dipendere da un singolo. Abbiamo un tipo di gioco che si basa sulla coesione della squadra e vogliamo mantenerla. All'interno di questo sistema vogliamo anche un giocatore che è stato fondamentale nella storia di questa Nazionale e che credo possa ancora dare un grande contributo".
Klemen Čebulj sostituirà l'infortunato Tine Urnaut.











