Europei Maschili | 18 settembre 2026, 02:44

Eurovolley: Giannelli, "Abbiamo sofferto ma non subito. Ora serviranno tutti"

Luca Muzzioli

Simone Giannelli traccia il bilancio della fase di Modena dopo il primo posto nel girone. Il capitano azzurro promuove la crescita dell'Italia, sottolinea il contributo della panchina e indica i dettagli da migliorare in vista della fase a eliminazione diretta: "L'alto livello è fatto di piccole cose".

Giannelli ad una mano...

Giannelli ad una mano...

MODENA – L'Italia chiude al primo posto la fase a gironi degli Europei Maschili 2026 e lascia Modena con cinque vittorie, tante indicazioni positive e la consapevolezza che da questo momento ogni partita sarà senza appello. Simone Giannelli sottolinea soprattutto la crescita progressiva degli azzurri e il valore dei giocatori chiamati in causa nell'ultima parte della sfida con la Slovenia.

La video intervista in mix zone

Sul contributo di chi è entrato nel corso della partita: "I ragazzi entrati nel terzo set se lo meritavano. Si allenano sempre ad altissimo livello e sono tutti giocatori straordinari. Per loro non era semplice entrare senza ritmo, ma andando avanti il loro livello è cresciuto e sono stati bravissimi a chiudere la partita al tie-break".

Giannelli guarda già alle prossime sfide: "Sono contento anche perché prendere ritmo è importante. Nelle prossime partite avremo sicuramente bisogno del contributo di tutti per riuscire a vincere".

Sul bilancio della settimana al PalaPanini: "Le partite sono cresciute progressivamente di livello e ci hanno presentato situazioni diverse. Anche contro la Slovenia sono stato contento del secondo set: siamo partiti così così, abbiamo sofferto all'inizio, ma siamo rimasti attaccati al punto. Abbiamo sofferto, ma non subito, e questa è una distinzione molto importante".

Tra gli aspetti cresciuti durante il girone, il capitano indica soprattutto side-out e servizio: "Contro la Repubblica Ceca abbiamo giocato un side-out pazzesco. Anche in battuta siamo migliorati giorno dopo giorno: all'inizio servivamo così così, mentre abbiamo chiuso il girone con battute di alto livello e meno errori. Sono tutte cose che ci portiamo dietro".

Sui margini ancora presenti: "Ci sono alcune piccole cose da sistemare. Abbiamo centrali molto bravi anche con ricezione staccata e questo mi permette di forzare qualche soluzione in più e tenere sempre occupato il centro della rete. In ricezione, comunque, nelle ultime partite abbiamo tenuto un livello molto buono".

Giannelli individua soprattutto muro-difesa e gestione della palla alta: "Possiamo fare qualcosa in più sul muro contro palla alta. A volte sporchiamo palloni che potremmo controllare meglio, in difesa possiamo raccogliere qualcosa in più e in alcune situazioni d'attacco possiamo essere più decisi. Sono piccole cose, ma l'alto livello è fatto proprio di questi dettagli. Non si può mai stare fermi, bisogna sempre tendere verso l'alto".

Sul miglioramento al servizio e sulla possibile familiarità acquisita giocando cinque gare nello stesso impianto: "È una cosa molto individuale. Personalmente a me cambia poco: il campo è quello e la rete è quella. Nelle prossime tappe, comunque, non avremo tempo per abituarci agli impianti perché si giocherà subito dentro o fuori. Bisognerà entrare in campo e battere bene".

Il ritorno al PalaPanini ha avuto anche un significato particolare per Giannelli, che proprio a Modena vinse il primo Scudetto della carriera: "È stupendo tornare qui. Giocare a Modena è sempre complicato perché è un palazzetto storico, molto caldo, nel quale si respira la storia della pallavolo. Avere questa volta il pubblico dalla nostra parte è stato bellissimo".

Il capitano ringrazia quindi il pubblico: "I tifosi modenesi e tutti quelli arrivati qui ci hanno accolto a braccia aperte e sostenuto dall'inizio alla fine. Anche negli ultimi set, quando erano in campo gli altri ragazzi, il pubblico è rimasto presente. Ci siamo trovati veramente bene. La prossima volta che verrò qui probabilmente il tifo non sarà dalla mia parte, quindi li ringrazio ancora di più".

Infine, sul tormentone dei cartelli dedicati alla "famiglia Giannelli": "Era partito tutto come uno scherzo, adesso ci sono miliardi di cartelloni in giro. Io non ho ancora capito bene questa storia dei parenti, però sono tutti carini e pieni d'affetto. A parte quello del padre, che non si capisce... Per il resto grazie. È colpa sua e di quell'altro".