Estero | 08 gennaio 2026, 19:37

Bulgaria: Vladimir Nikolov a Block Out: “L'Italia? Giannelli e Michieletto fanno la differenza, ma senza di loro...”

Redazione Volleyball.it

L'ex opposto bulgaro, papà di Simeon e Aleksandăr Nikolov, due giovani stelle del volley mondiale, è stato ospite di Ivailo Banchev giornalista di Sportal.bg nella trasmissione Block Out. Tanta Italia: Giannelli e Michieletto, Bottolo e Romanò, il mercato, la Lube, le nazionali con Blengini e Abbondanza...

Ivailo Banchev e Vladimir Nikolov

Ivailo Banchev e Vladimir Nikolov

SOFIA – Nella trasmissione Block Out di Sportal.bg, andata in onda da Sofia, l’ex capitano della nazionale bulgara Vladimir Nikolov, oggi presidente del Levski Sofia,  papà di Simeon e Aleksandăr Nikolov, due giovani stelle del volley mondiale, è stato ospite di Ivailo Banchev giornalista di Sportal.bg. Ne è uscita una bella intervista che ha toccato tanta Italia: da Giannelli a Michieletto, Bottolo e Romanò, il mercato, la Lube, le nazionali di Bulgaria con Blengini e Abbondanza... 

Sugli azzurri: "L’Italia è una squadra straordinaria, ma molto dipendente da Giannelli e Michieletto" – ha detto Nikolov – "senza di loro, non sarebbe tra le prime otto al mondo. Lo abbiamo visto in finale, quando anche Romanò e Bottolo hanno giocato perfettamente, ma il vero motore del gioco resta sempre la loro presenza in campo. Oggi Italia, Francia e Polonia sono un gradino sopra tutte."

“Un anno di grandi cambiamenti, anche grazie al libro”

L’ex opposto ha poi raccontato di aver vissuto un 2025 intenso, segnato dal successo del suo libro “In Alto” e dal ritorno sotto i riflettori. “È stato un anno di grandi cambiamenti” – ha spiegato – “i primi mesi dopo l’uscita del libro sono stati tranquilli, ma dopo il Mondiale tutto è diventato frenetico. Non direi che scrivere il libro sia stato un investimento, ma il successo è arrivato proprio dopo il Mondiale, quando la pallavolo è tornata al centro dell’attenzione nazionale.”

Nikolov ha aggiunto di non essere rimasto sorpreso dalla popolarità ritrovata: “Siamo una famiglia molto presente nello spazio mediatico. Chi non mi ha visto in campo, mi ha visto in televisione, a La Fattoria o The Traitors. Partecipare a quest’ultimo programma è stata un’esperienza meravigliosa, lo consiglio a tutti.”

“Il successo maschile nasce da lavoro e mentalità”

Parlando della nazionale bulgara, vicecampione del mondo, Nikolov ha elogiato il lavoro svolto da Gianlorenzo Blengini: “Il risultato non è frutto del caso. È il prodotto di un lavoro serio, di scelte ponderate e di un tecnico di altissimo livello come Blengini. Certo, serve anche un pizzico di fortuna – come nella semifinale con la Slovenia o nella palla decisiva con gli USA – ma bisogna essere pronti a meritarsela.”

Per il movimento femminile, invece, servirà tempo: “Serviranno ancora tre o quattro anni per tornare competitivi. Ci sono giovani interessanti come Dimana Ivanova, Viktoria Ninova, Darina Naneva e Kalina Veneva, ma hanno bisogno di crescere. La scelta di Marcello Abbondanza come commissario tecnico è ottima: è un allenatore di grande spessore, ma saranno le ragazze a dover cogliere l’occasione e imparare da lui.”

“I ragazzi del 2003 e 2004 non vanno per partecipare, ma per vincere”

Analizzando la nuova generazione della Bulgaria, Nikolov ha sottolineato il cambiamento culturale avvenuto negli ultimi anni: “Il successo è arrivato forse un anno prima del previsto, ma è stato meritato. I ragazzi nati tra il 2003 e il 2004, cresciuti con Martin Stoev e Andrea Burattini, hanno una mentalità diversa: non partecipano per esserci, ma per vincere. È questo lo spirito che ha fatto la differenza al Mondiale: ogni punto giocato come se fosse l’ultimo.”

“Mai vista tanta passione per la pallavolo in Bulgaria”

L’ondata di entusiasmo nel Paese ha colpito anche lo stesso Nikolov. “In tutta la mia carriera non avevo mai visto nulla di simile. Dopo il Mondiale la gente è scesa in strada spontaneamente, solo per ringraziare questi ragazzi. L’età media è di 22 anni, ma combattono come uomini.”

Guardando avanti, l’ex capitano invita alla prudenza in vista degli Europei 2026 di Sofia: “Essere vicecampioni del mondo non significa essere la seconda squadra più forte del mondo. Italia, Francia e Polonia oggi sono superiori, ma possiamo batterle in una singola partita se saremo al massimo. Servirà arrivare con tutti i titolari sani: non abbiamo ancora la profondità delle grandi nazionali.”

“Alex e Moni tra i primi dieci al mondo, orgoglioso di entrambi”

Parlando dei figli Aleksandar e Simeon, entrambi nella top ten mondiale del 2025, Nikolov ha mostrato tutto il suo orgoglio: “Sì, Alex è secondo e Moni sesto nella classifica mondiale. Forse Alex meritava qualcosa in più, ma e classifiche le fanno gli altri. Io sono solo orgoglioso di entrambi.”

Sul piano tecnico, l’analisi è lucida: “La Lube quest’anno gioca bene in casa ma fatica in trasferta. Alex ha un ruolo più offensivo, spesso da opposto, ma riceve meno, e non so se questo sia ideale in chiave nazionale. Moni invece si trova molto bene in Russia, al Lokomotiv Novosibirsk, dove l’ambiente è fantastico e Plamen Konstantinov gli ha dato fiducia fin da subito. È stato lui a crederci per primo e a farlo giocare titolare.”

“Il Levski Sofia cresce grazie ai giovani”

Da presidente del Levski Sofia, Nikolov ha parlato del progetto tecnico che sta riportando il club ai vertici nazionali: “Abbiamo vinto con undici ragazzi del vivaio e solo tre esperti: Slavcho Gotsev, Todor Skrimov e Julian Weizig. La nostra filosofia è la pazienza: crescere i giovani e farli restare competitivi. Questa è la strada.”

Anche la sezione femminile del club sta crescendo: “Con Radoslav Artsov in panchina siamo arrivati secondi in campionato e in Coppa. Mikaela Stoyanova è andata in Italia, scelta giusta perché era pronta per un’esperienza più grande. In Bulgaria il livello non le avrebbe permesso di crescere ancora. Al contrario, Veni Antov ha fatto bene a trasferirsi in Turchia: lì ha trovato il contesto ideale.”

“In famiglia conta il lavoro, non solo il DNA”

“Non credo che il DNA sia decisivo,” ha commentato. “Ho quattro figli, ma solo due giocano. Conta più la quantità di ore in palestra e la qualità degli allenatori. Alex e Moni hanno avuto le migliori condizioni possibili, come tutti i ragazzi del Levski.”

“Spero di vederli insieme in nazionale”

Infine, un pensiero sul futuro dei figli: “Sono sicuro che giocheranno insieme in nazionale, già a maggio. A livello di club è più complicato, dipende dal mercato e dalle regole sui giocatori stranieri. Moni ha un contratto 1+2 con il Lokomotiv, Alex fino al 2028 con la Lube. Vedremo a febbraio come si evolverà.”

“Per il 2026 auguro salute, il resto viene col lavoro”

Chiusura semplice e diretta: “Auguro salute. Il resto ce lo guadagneremo con il lavoro.”