Champions League | 10 febbraio 2026, 11:11

CEV: Champions, sponsor e un sito che non regge il gioco

Luca Muzzioli

Nel momento decisivo delle coppe europee, il sito ufficiale della CEV è offline e lascia senza riferimenti chi segue il volley giocato. Ma il problema va oltre il crash tecnico: il modello di comunicazione privilegia storytelling e immagine, trascurando dati, risultati e statistiche. L’Europa della pallavolo chiede contenuti solidi, non solo lustrini digitali

CEV: Champions, sponsor e un sito che non regge il gioco

MODENA - La scorsa settimana si è chiuso l’ultimo turno della Champions League femminile, l’atto conclusivo della fase a gironi: una giornata in contemporanea che avrebbe dovuto definire il quadro completo delle qualificate ai playoff e ai quarti di finale, delle squadre eliminate e di quelle retrocesse in CEV Cup. Negli stessi giorni si sono disputati anche ulteriori turni a eliminazione diretta delle coppe europee femminili minori.

Questa settimana, invece, è il turno della Champions League maschile, impegnata nella quinta e penultima giornata della fase a gironi, un passaggio altrettanto delicato per la definizione degli equilibri continentali.

Eppure, da oltre due settimane, l’unico canale ufficiale per seguire risultati, statistiche, classifiche aggiornate e percorsi delle competizioni europee è semplicemente offline. Il sito della CEV risulta irraggiungibile e, al momento, non dà segnali concreti di ripristino.

Un periodo lunghissimo di offline che in 25 anni di storia non hanno mai colpito nemmeno il nostro portale, seppur senza avere le risorse di cui può disporre una confederazione internazionale.

Una situazione che sorprende, soprattutto in una fase storica in cui il massimo trofeo continentale femminile è supportato da title sponsor e wild card (queste anche nel maschile)  assegnate a fronte di investimenti economici rilevanti. In un contesto del genere, appare difficile comprendere come in Lussemburgo  non si riesca a garantire un presidio informativo digitale all’altezza del prodotto che si intende promuovere.

La pallavolo europea non è fatta soltanto di contenuti social e di storytelling individuale. Addetti ai lavori, società, atleti, giornalisti e appassionati più esigenti chiedono soprattutto dati, numeri, risultati, statistiche dettagliate e una lettura completa della pallavolo giocata. E qui emerge un secondo punto: anche quando il portale è funzionante, l’impostazione attuale non sembra rispondere a ciò che ci si aspetta da un sito ufficiale.

L’impressione è che la piattaforma sia costruita con un’attenzione prevalente all’impatto visivo: molti elementi grafici, molte immagini, una vetrina “da lustrini” e, in proporzione, meno sostanza informativa immediatamente fruibile. L’orientamento è chiaramente mobile-first, ma senza una reale valorizzazione dei contenuti che contano: in diversi casi, le informazioni più utili (archivi, dettaglio delle gare, statistiche consultabili in modo ordinato) risultano reperibili meglio nella versione precedente del sito, già obsoleta per concezione e struttura. Il “nuovo” non sembra aver risolto i nodi principali della comunicazione: ha cambiato pelle, ma non ha migliorato davvero l’utilità.

In un periodo così denso di appuntamenti decisivi, una maggiore attenzione a questo aspetto sarebbe non solo opportuna, ma necessaria. Serve competenza: non per aggiungere effetti grafici, ma per aggiornare e progettare un portale che sia più fruibile, più solido e soprattutto più utile a chi cerca ciò che rende credibile un canale ufficiale — risultati, classifiche, statistiche, percorsi e documentazione chiara delle competizioni. Un sito fermo da giorni è un problema tecnico; un sito impostato male è un problema strutturale di visione e priorità.