ROMA – In vista delle elezioni per la presidenza del Comitato Regionale FIPAV Lazio, in programma allo Sheraton Parco de’ Medici, Vittorio Sacripanti ha presentato pubblicamente la propria squadra e il progetto con cui intende guidare il movimento regionale. La presentazione è avvenuta nel corso di una conferenza stampa organizzata al Circolo Canottieri Lazio, occasione nella quale sono intervenuti anche i candidati al consiglio regionale che compongono il gruppo a sostegno della candidatura.
Il racconto della presentazione e dei contenuti emersi dall’incontro è stato riportato anche dalla testata Vistodalbasso.it, diretta da Leandro De Sanctis, che ha seguito l’evento e raccolto le principali dichiarazioni dei protagonisti.
Aprendo l’incontro, Sacripanti ha spiegato le motivazioni della propria candidatura, legate a una lunga esperienza nel mondo della pallavolo e alla volontà di restituire qualcosa a uno sport che lo accompagna da oltre mezzo secolo.
"È un momento di restituzione verso uno sport che mi accompagna da oltre cinquant’anni e che ha segnato profondamente la mia vita. Mi candido perché sento il dovere di mettere la mia esperienza al servizio di una comunità sportiva che merita attenzione, ascolto e prospettiva" – ha dichiarato Sacripanti.
Secondo il candidato presidente, la pallavolo laziale rappresenta un patrimonio di energie e competenze costruito nel tempo da società, dirigenti, tecnici, arbitri e atleti. "È una realtà straordinaria fatta di persone che ogni giorno aprono le palestre, formano ragazze e ragazzi e tengono vivo il movimento".
Un passaggio della conferenza ha riguardato anche il momento che sta attraversando la pallavolo regionale, considerato da alcuni osservatori un’occasione di rinnovamento. In questo senso si inserisce il contributo del professor Attilio Lombardozzi, tra i sostenitori del progetto, che ha sottolineato la necessità di una nuova fase di partecipazione e confronto.
"Le dimissioni del precedente presidente hanno rappresentato un’occasione per immaginare un rinnovamento della pallavolo laziale con una visione collettiva" – ha spiegato Lombardozzi, indicando nella candidatura di Sacripanti un’opportunità per rilanciare il movimento.
Accanto al candidato presidente sono intervenuti anche i sei candidati consiglieri: Chiara D’Arpino, Marco Fratini, Fabrizio Mares, Roberto Mignemi, Marina Pergolesi e Cinzia Zebi. Tutti hanno illustrato i principali punti del programma, mettendo l’accento su alcuni temi centrali: il dialogo con le società, il rapporto con la scuola, il miglioramento dell’impiantistica, i progetti di inclusione e la formazione di nuove generazioni di dirigenti.
Il filo conduttore del progetto è stato sintetizzato nella definizione di “pallavolo del merito”, un modello che punta a valorizzare competenze, partecipazione e lavoro sul territorio.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato anche il valore della partecipazione diretta delle società alle assemblee elettive regionali. Secondo Sacripanti, il coinvolgimento attivo del movimento rappresenta uno degli elementi fondamentali per garantire una rappresentanza reale delle esigenze della pallavolo laziale.
"Io non sono qui per guidare una struttura, ma per servire una comunità fatta di dirigenti, allenatori, arbitri, atleti e famiglie. La pallavolo è un luogo in cui le persone crescono insieme, ed è insieme che voglio continuare a crescere" – ha concluso Sacripanti.
Accanto alla candidatura alla presidenza, la squadra che sostiene il progetto è composta dai candidati consiglieri Chiara D’Arpino, Marco Fratini, Fabrizio Mares, Roberto Mignemi, Marina Pergolesi e Cinzia Zebi.
Non c'è dubbio che i toni usati da Vittorio Sacripanti e l'ardore che lo spinge a correre per questo incarico siano quanto di più puro ci possa essere. Vittorio dalla pallavolo ha ricevuto tante soddisfazioni - tutte ottenute con il suo contributo attivo -. Bello che chieda partecipazione in una elezione regionale che dovrebbe essere vissuta dagli appassionati di pallavolo del Lazio in prresenza, per riconquistare insieme spazi e confrontarsi ben oltre la logica delle deleghe.
Bello anche che Vittorio non abbia mai puntato il dito sulla corrente avversaria che invece nelle sue comunicazioni rilancia claim conflittuali come "con noi il vero voto consapevole..." che sostenuto in un sistema che troppo spesso privilegia la raccolta delle deleghe, più che delle idee, è meritorio del premio Totò: "Ma mi faccia il piacere"









