MILANO – Una notte che può chiudere tutto o riaprire ogni discorso. Il tricolore passa dall’Allianz Cloud, dove gara 4 della finale di Serie A1 Tigotà mette di fronte l’Allianz Milano e la Prosecco Doc Imoco Conegliano, con le venete avanti 2-1 nella serie. Alle ore 20.30 (diretta Rai Sport) è match point per Conegliano, mentre Milano è chiamata a vincere per allungare la sfida alla decisiva gara 5.
Sarà il settimo confronto stagionale tra le due squadre: il bilancio complessivo dell’anno è in perfetta parità (3-3), mentre nella serie scudetto Conegliano ha costruito il vantaggio iniziale prima di subire la reazione milanese in gara 3. Un dato che racconta meglio di ogni altro l’equilibrio di questa finale, nonostante la situazione attuale dica 2-1 per le Pantere.
Dal punto di vista statistico, i numeri della serie evidenziano una doppia lettura. Conegliano ha mantenuto maggiore continuità nei fondamentali nelle prime due partite, costruendo i successi su efficienza offensiva, equilibrio tra errori e punti diretti e una gestione più solida dei momenti decisivi. Milano, invece, ha dimostrato di poter alzare sensibilmente il livello nei picchi di rendimento.
Gara 3 è l’esempio più evidente. Le lombarde hanno ribaltato l’inerzia grazie a una produzione offensiva superiore, una miglior gestione dei finali di set e una crescita evidente nel sistema muro-difesa.
Il dato simbolo resta quello della capitana Paola Egonu, capace di mettere a terra 34 punti, incidendo in modo determinante sull’economia del match. Accanto a lei, Milano ha trovato risposte importanti anche a muro, con 9 punti diretti e una prestazione rilevante di Hena Kurtagic (5 muri), oltre a un servizio più incisivo rispetto alle gare precedenti.
Dall’altra parte, Conegliano continua a fare leva su una struttura più completa e profonda. Il riferimento offensivo resta Isabelle Haak, già a quota 77 punti nelle prime tre gare, dato che conferma la centralità dell’opposta svedese nell’economia della serie. Tuttavia, proprio gara 3 ha evidenziato un calo di rendimento delle bande e un numero di errori al servizio superiore rispetto agli standard abituali, elementi su cui lo staff di Daniele Santarelli è chiamato a intervenire.
Le tre chiavi tecniche principali
Attacco: Conegliano resta più costante nella media, ma Milano ha dimostrato di poter raggiungere picchi superiori quando trova continuità e ritmo.
Muro-difesa: Milano ha fatto la differenza nell’ultima gara con una maggiore efficacia a muro e nella trasformazione difesa-contrattacco.
Servizio: fondamentale determinante per entrambe, con Conegliano che dovrà limitare gli errori per mettere pressione alla ricezione lombarda, mentre Milano cercherà continuità nella fase break.
Precedenti
Anche la gestione dei finali rappresenta un indicatore chiave: nelle due vittorie di Conegliano, le venete hanno controllato meglio i punti sopra quota 20, mentre Milano in gara 3 ha invertito la tendenza, chiudendo con maggiore lucidità.
Il quadro dei precedenti complessivi resta favorevole a Conegliano (39 successi contro 8), ma il dato più significativo è quello attuale: una serie aperta, in cui Milano ha dimostrato di poter competere alla pari.
Hanno detto...
"A Treviso, in una situazione di difficoltà, abbiamo costruito la possibilità di tenere viva la serie" – ha spiegato Stefano Lavarini (foto)– "a Milano vogliamo un’altra grande prestazione per meritarci gara 5. La differenza la farà anche la gestione delle risorse mentali".
Sulla stessa linea Daniele Santarelli: "Gara 4 sarà diversa da tutte le altre. In gara 3 non abbiamo interpretato bene la partita, ma ora vogliamo voltare pagina. Milano ha qualità che conosciamo, sarà fondamentale restare concentrati e mettere in campo la nostra miglior pallavolo".
Il contesto sarà quello delle grandi occasioni, con un Allianz Cloud verso il tutto esaurito e una spinta ambientale che Milano proverà a trasformare in energia per riaprire definitivamente la serie. Conegliano, invece, ha la seconda occasione per chiudere i conti e conquistare lo scudetto senza passare da gara 5. Una partita che vale una stagione, da una parte il titolo, dall’altra la possibilità di rinviare tutto all’ultimo atto.











