PERUGIA – Lo scudetto conquistato dalla Sir Susa Scai Perugia porta la firma anche di Angelo Lorenzetti, che dopo gara 3 contro la Cucine Lube Civitanova ha parlato soprattutto del percorso umano e tecnico costruito negli ultimi mesi.
"È stata una gara fotocopia di gara 2" – ha spiegato il tecnico umbro – "Forse loro hanno giocato ancora meglio nei momenti in cui erano avanti. Noi all’inizio abbiamo fatto fatica in tante cose. Questa volta però sono stato zitto tutta la sera con i ragazzi, perché era qualcosa che sentivamo."
Per Lorenzetti il successo nasce dalla capacità della squadra di restare dentro la partita anche nei momenti più complicati: "Sono strafelice perché questa squadra ha dimostrato di saper stare nel campo anche quando magari volevamo essere più belli."
L’allenatore ha poi ripreso un concetto espresso già al suo arrivo a Perugia: costruire una “squadra cacciatrice di finali”. Un obiettivo che oggi trova piena conferma. "Mi tengo strette anche tutte le finali perse" – ha sottolineato – "Perché la gente non sa cosa significa arrivare in finale."
Il passaggio più intenso arriva quando Lorenzetti parla del cambiamento vissuto dal gruppo negli ultimi 300 giorni: "Voglio dedicare questa vittoria ai giocatori e ai collaboratori di questo percorso. Hanno camminato fianco a fianco in un cambiamento necessario. La pallavolo ce l’aveva dimostrato."
Secondo il tecnico, la vera svolta non è stata solo tecnica: "Cambiare è difficile. Costa fatica, non quella del sudore, perché quest’anno abbiamo lavorato poco dal punto di vista fisico, ma quella di mettere in discussione il proprio orgoglio. Loro hanno messo davanti il cambiamento e io sono orgoglioso di essere stato vicino a loro."
Lorenzetti ha evidenziato anche il lavoro fatto all’interno dello staff e la crescita mentale della squadra rispetto alla stagione precedente: "Lo scorso anno in queste partite andavamo un po’ fuori, quest’anno invece ci siamo sempre stati. Questo mi riempie di soddisfazione."
Poi un riferimento diretto ad alcuni leader del gruppo, tra cui Colaci: "Cambiare abitudini non è semplice. Mastrangelo, per esempio, a quarant’anni ha avuto la capacità di farlo, come fece Kaziyski a Trento. Sono segnali importanti non solo per noi ma per tutti i ragazzi che giocano."
Alla domanda sul lavoro svolto per tenere unito il gruppo durante la stagione, Lorenzetti ha risposto con una riflessione molto personale: "Non è che era segregato, ma ci sono gruppi che stanno più vicini di noi, noi siamo stati fianco a fianco."











