Europei Maschili | 22 settembre 2026, 15:30

Eurovolley: Michieletto, "Fisicamente sto bene. A Milano vogliamo andarci"

Luca Muzzioli

Alessandro Michieletto racconta il ritorno progressivo in campo dopo il lungo stop, il suo nuovo ruolo all'interno dell'Italia e la crescita del gruppo azzurro. Alla vigilia del quarto con la Finlandia avverte: "Il livello si alza, dobbiamo essere pronti a giocare punto a punto".

La sequenza della difesa di Michieletto e lo scontro sul rotor che ha fatto tremare...

La sequenza della difesa di Michieletto e lo scontro sul rotor che ha fatto tremare...

TORINO – Sette mesi lontano dal campo, il rientro graduale, i primi set veri giocati a Eurovolley e adesso una partita che vale l'accesso alla Final Four di Milano. Alessandro Michieletto racconta il proprio percorso, fisico e mentale, e quello di un'Italia che nel frattempo ha imparato a fare a meno anche di uno dei suoi uomini simbolo.

Sul suo ritorno in campo: "Ho avuto bisogno di un paio di set per ritrovare un po' di ritmo e sciogliermi. Entrare sul 2-0 è più semplice, adesso arriveranno partite nelle quali eventualmente gli ingressi saranno più complicati, perché il livello degli avversari salirà".

La risposta fisica, finora, è stata migliore di quanto lui stesso si aspettasse: "Fisicamente mi sento molto bene. Forse è proprio questa la cosa che mi ha sorpreso di più, ma sono contento perché in questi mesi ho lavorato molto bene. La tecnica arriva con il tempo, giocando, facendo partite e tornando a stare in campo".

Proprio il fisico rappresentava il principale interrogativo: "Non sapevo come avrei risposto dopo le prime battute, i primi salti e le prime situazioni di gioco. Invece, per ora, sta andando bene".

Michieletto si sta abituando anche a un ruolo diverso rispetto a quello avuto per anni in Nazionale: "È sicuramente più difficile entrare dalla panchina, preferisco partire in campo. Però finora ho giocato due set e fatto qualche ingresso quando eravamo abbastanza avanti. Quei due set mi sono serviti per essere un po' più tranquillo e consapevole di quello che posso dare".

Il campo, in questa fase, vale quasi come un allenamento: "Gli allenamenti veri con la squadra sono stati pochissimi. Per me quei due set sono stati anche una forma di allenamento e ho cercato di sfruttarli al meglio".

Alla domanda se speri di essere utilizzato contro la Finlandia, Michieletto scherza: "Spero di non vedermi in campo, perché significherebbe che sta andando tutto bene. A parte gli scherzi, se sarò chiamato in causa spero davvero di dare il mio contributo. Sono stati sette mesi lunghi e finalmente sono tornato a fare quello che più mi piace e che mi mancava".

Sul percorso vissuto durante l'estate: "All'inizio speravo anche qualcosa di più, speravo di poter tornare da protagonista. Poi per un momento ho avuto il dubbio di non riuscire proprio a esserci. Alla fine questa via di mezzo va bene: sono qui e posso dare qualcosa".

Durante il lungo stop non sono mancati pensieri più pesanti: "Mi sono chiesto davvero se sarei riuscito a tornare al livello di prima. Quando stai fuori quindici o venti giorni è una cosa, quando resti lontano dal campo per così tanto tempo è completamente diverso".

Una volta entrato, però, riesce a spegnere tutto: "Sapevo che il mio infortunio non era legato a un gesto traumatico particolare, quindi quando sono in campo non ho paura di farmi male. Riesco a fare off e pensare soltanto alla palla. Poi, grazie anche a madre natura, certe cose mi vengono abbastanza bene".

Sul tuffo contro i led pubblicitari nella gara precedente che ha fatto tremare il suo club  e, anche, tutto il resto d'Italia: "Sapevo di aver preso soltanto una botta, anche se forte. La maglia mi era rimasta incastrata nel led e all'inizio non capivo perché sentissi tirare. Poi abbiamo risolto subito".

Il rischio corso non lo avrebbe comunque frenato: "Qualcuno mi ha detto che potevo lasciarla andare, anche perché eravamo abbondantemente avanti. Ma quando entro in campo vado a tutta. Avevo quella palla lì, sapevo che potevo arrivarci e ci sono andato".

Michieletto vede proprio nella profondità della rosa uno dei grandi valori dell'Italia: "La nostra forza è che siamo tutti forti. Se penso al percorso iniziato nel 2021, quando eravamo giovanissimi, siamo cresciuti tantissimo".

L'esempio più evidente è il reparto degli schiacciatori: "Nel 2021 si diceva che non avevamo più posti quattro. Oggi, secondo me, ne abbiamo cinque di livello assoluto presenti a questo Europeo. Siamo una squadra completa".

La capacità di trovare soluzioni anche nelle difficoltà è diventata un tratto distintivo: "L'anno scorso la squadra ha trovato risorse quando è mancato Lavia, quest'anno le ha trovate senza di me. È quello che fanno le squadre forti: non si tirano indietro davanti ai problemi, ma riescono a trovare qualcosa in più per diventare ancora più competitive".

Sul percorso di crescita di questa generazione: "Ogni anno diventiamo più forti. Non stiamo ancora invecchiando, stiamo diventando più esperti. Abbiamo qualche anno in più e quelle esperienze che magari ci mancavano quando eravamo più giovani".

Michieletto cita anche il percorso olimpico: "Alle Olimpiadi forse ci è mancato qualcosa più dal punto di vista dell'esperienza che da quello tecnico. Era uno step che dovevamo fare e credo che lo stiamo facendo. Poi si può vincere o perdere, perché la pallavolo è uno sport bastardo, ma io vedo un gruppo più forte in generale".

Sulla delusione vissuta dai compagni durante la VNL: "È stato brutto. Erano molto carichi, stavano giocando bene ed erano andati in Giappone con largo anticipo, molto concentrati. Poi hanno trovato una giornata difficile in ricezione contro una squadra che stava facendo tutto bene".

Da fuori, per Michieletto, è stato ancora più complicato: "Ero nervoso perché avrei voluto aiutarli. Quella partita, secondo me, non rappresentava il vero valore della nostra squadra. Adesso almeno sono qui e, se dovesse capitare un'altra giornata complicata, magari un piccolo aiuto posso darlo".

Ora l'attenzione è tutta sulla Finlandia: "È una squadra tosta perché difende, attacca e batte bene. Contro l'Italia poi giocheranno senza nulla da perdere. Conosciamo diversi loro giocatori, alcuni sono passati dall'Italia o comunque da campionati importanti, quindi il livello rispetto alle ultime partite salirà".

Michieletto richiama soprattutto l'approccio: "Sono consapevole che dipenderà molto da noi. Dobbiamo affrontarla bene ed essere pronti a giocare punto a punto. Non saranno set come quelli dell'altra sera: saranno più tirati ed è normale, perché stiamo parlando di un quarto di finale europeo".

La sensazione è che il torneo stia entrando nel momento vero: "Ci mancava anche un po' il ritmo gara, adesso lo abbiamo preso. Questa sarà una partita vera, come lo sono state Cechia e Slovenia nel girone. Il livello dell'Europeo si sta alzando e ci sono stati anche risultati inattesi".

Il messaggio finale è chiarissimo: "Ogni partita ci ricorda che bisogna entrare in campo al cento per cento. A Milano ci vogliamo andare".