TORINO – La Slovenia di Fabio Soli è in semifinale a EuroVolley 2026 e il risultato apre anche a uno scenario particolare: la possibilità di vedere tre commissari tecnici italiani tra le prime quattro, qualora anche l'Italia di Ferdinando De Giorgi conquisti il pass per la Final Four questa sera contro la Finlandia.
Soli sorride davanti al dato, ma lo utilizza soprattutto per riflettere sul valore degli allenatori italiani che lavorano fuori dai confini nazionali: "Siamo in tanti in giro. È una coincidenza che possano esserci tre italiani in semifinale, perché gli allenatori bravi sono dappertutto. Però è significativo che ci chiedano di andare a lavorare anche all'estero".
Per il Ct della Slovenia l'esperienza internazionale rappresenta soprattutto una forma di crescita professionale: "Credo che per un allenatore sia un arricchimento confrontarsi con una cultura diversa, con giocatori che hanno abitudini differenti e con un'organizzazione del lavoro differente. Tutto quello che impariamo poi ce lo riportiamo nelle nostre squadre e nei nostri campionati".
Soli torna anche sul tema del doppio incarico tra club e Nazionale, che continua a considerare un'opportunità importante: "Io ne ho sentito il bisogno. Ringrazio la mia società e la Slovenia perché mi permettono di fare qualcosa di speciale: allenare ad alto livello in due ambiti completamente diversi".
Una scelta impegnativa anche sul piano personale: "Mi costa tanto, soprattutto a livello familiare, però mi dà tantissimo in termini di emozioni ed esperienza lavorativa. Credo che valga lo stesso per tanti allenatori che fanno questo mestiere, da Giovanni Guidetti a Daniele Santarelli e molti altri grandi tecnici".
La sua posizione è chiara: "Credo che la scelta del doppio incarico debba essere lasciata alle società e non regolamentata. Non voglio fare polemica, è semplicemente una mia idea, che molti conoscono".
"Questa semifinale non è qualcosa di scontato"
Soli rivendica soprattutto il percorso compiuto dalla Slovenia, capace in questa estate di ottenere risultati di primo livello: "Credo che la Slovenia abbia fatto qualcosa di speciale: un terzo posto in VNL e adesso una Final Four all'Europeo".
Un risultato costruito con un gruppo non particolarmente profondo: "Abbiamo una rosa con pochi giocatori di grande qualità, ma tutti mettono tantissimo. Giocano da squadra e hanno un attaccamento alla maglia meraviglioso. Adoro stare con loro perché mi danno tanto e io provo a dare tantissimo a loro".
Per questo la semifinale assume un valore particolare: "Non era scontata. È qualcosa di eccezionale, soprattutto perché abbiamo ritrovato giocatori che hanno fatto tanto in carriera e che sono ancora qui a lottare, a dare l'esempio e a non regalare niente ai più giovani".
Soli insiste proprio sul rapporto tra veterani e nuove generazioni: "Non credo sia educativo lasciare gratuitamente il posto a qualcuno. I giovani devono capire che certe cose vanno meritate. Anche grazie ai più esperti abbiamo ragazzi che lavorano davvero duro, imparano e poi riescono a guadagnarsi le occasioni".
Il tecnico sottolinea anche quanto sia cambiata la Slovenia: "Ci sono giocatori che fino a pochi mesi fa non avevano praticamente mai avuto responsabilità da titolari ad alto livello e che hanno fatto una grande VNL e stanno disputando un ottimo Europeo. Non sono cose normali, ed è giusto sottolinearle".
La crescita della Slovenia
Soli elogia anche il lavoro della Federazione slovena: "Sta facendo tutto quello che può per metterci nelle migliori condizioni. Abbiamo una logistica importante, palestre e hotel di livello, a volte condizioni che non è facile trovare nemmeno altrove".
Le dimensioni ridotte del Paese, secondo il tecnico, rappresentano anche un vantaggio particolare: "La Slovenia ha circa due milioni di abitanti e i ragazzi possono avere più facilmente contatti con le proprie famiglie. Questo li aiuta a vivere la Nazionale in maniera diversa, senza avere sempre la sensazione di essere chiusi ventiquattr'ore su ventiquattro nello stesso ambiente".
Una realtà piccola che continua però a competere contro nazioni molto più grandi: "Mantenere la Slovenia a questo livello è impegnativo, perché ci confrontiamo con Paesi come Italia, Stati Uniti o Giappone, con popolazioni enormemente superiori. Ma grazie allo sforzo della Federazione e dei ragazzi è un lavoro molto soddisfacente".
"La Polonia oggi ha una consistenza mostruosa"
In semifinale la Slovenia troverà la Polonia, e Soli non nasconde la difficoltà dell'impegno: "In questo momento dimostrano una consistenza mostruosa. Fanno della semplicità e della potenza una forza incredibile".
Il tecnico ne descrive la profondità: "Hanno armi che possono colpirti dappertutto. Un attacco straordinario e, quando magari quello non funziona, dei turni di battuta che ti fiaccano le gambe. A muro sono molto fisici e hanno un roster gigantesco".
Il livello delle alternative rende bene l'idea: "Il loro quinto schiacciatore potrebbe giocare titolare in uno dei migliori club italiani. Hanno giocatori che hanno vinto Champions League, protagonisti nei migliori campionati e una quantità enorme di centrali di qualità".
Ma Soli non vuole partire battuto: "Dopo la VNL ho detto ai ragazzi che dobbiamo avere l'ambizione di fare qualcosa in più ogni volta che ne abbiamo la possibilità. Abbiamo ancora margini di crescita, non siamo perfetti e non pretendiamo di esserlo, ma vogliamo essere pronti a cogliere le occasioni".
Il riferimento è anche al precedente confronto con la Polonia: "In VNL, per tanti meriti loro, praticamente non ci hanno fatto vedere la palla. Stavolta mi piacerebbe riuscire a giocarcela un po' di più. Sarà complicato, ma questo deve essere il nostro obiettivo".











