ITALIA-FINLANDIA voto SHITSTORM: Succede che le partite che si pensano semplici, che si ritiene possano filare via in un modo, poi alla fine filino via in tutt'altro, e si trasformino in un mare di “emme”. Succede, appunto. L'impostante è capirlo e comportarsi di conseguenza. Il vero dilemma, o rammarico, del maledetto quarto di finale è proprio questo: l'Italia l'ha capito, come si era trasformata la sua partita?
KLEMEN CEBULJ voto CLEMENZA: Come il capo-regime di don Vito Corleone, al secolo Peter Clemenza, cuoco di polpette al sugo sopraffine, per anni non si vede: ma quando torna si sente. Respect.
L'INVASIONE SUL 26-25 voto GHOSTBUSTERS: L'esclamazione è esattamente quella del dottor Peter Venkman di fronte a Slimer: "Questa invasione ci ha smerdato!". Al replay non si vede. E dire che di solito le invasioni si vedono bene, la Polonia ne sa qualcosa.
LEON MVP voto 007: Come i minuti in cui gioca da mvp la finale. Non viene considerato il fatto che abbia terminato sia semifinale che finale in panchina. Che il vero uomo in più sia stato Semeniuk. Che escludere dai premi Fornal sia un’eresia. Non che Leon abbia colpe, per l’amor di dio. Chi gli ha dato quei premi sì, però.
BARTOLOMEO LEMANSKI voto QUELLA SPORCA DOZZINA: Dodici punti con un bilancio di vinte/perse… udite udite, di dodici. Partita mostruosa del centrale polacco, che in realtà un errore l’aveva fatto, quello che aveva dato alla Francia il primo set, poi rivisto con l’invasione ghostata. Per dire, mvp a lui?
I FRATELLI MARTTILA voto 9: Una Finlandia devastante, bellissima non tanto perché esprima un volley inarrivabile, ma per l’idea, il concetto, la luce per cui vale la pena lottare: un sistema può battere i giganti. Forse è solo un’eccezione, forse non ricapiterà mai più, ma fateci sognare che possa tornare a succedere. “Forse non sarà domani, ma un bel giorno cambierà”.
CLEVHENNO voto 9: Se dobbiamo puntare su una coppia di martelli che scardini le certezze della Polonia a medio termine, noi puntiamo sui due della Francia. Voi?
UROS KOVACEVIC voto 10: Allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un esser vivente con braccio mancino e nome di Uros. Sempre sia lodato.





