PallaVoto | 20 maggio 2026, 23:57

Pallavoto: Colaci e Giannelli, agli altri le briciole! Wild Card... Wild Wild West; Lube voto Remuntada... Trento: voto Nuvola di Fantozzi

Alessandro Trebbi

Pallavoto, di Alessandro Trebbi

Pallavoto, di Alessandro Trebbi

MASSIMO COLACI voto 30: Come i trofei, se non abbiamo contato male, che ha sollevato al cielo coi suoi club dal 2010 a oggi, una media di quasi due a stagione. Basta questo a spiegare la grandezza del libero pugliese, dominatore assoluto degli ultimi tre lustri della SuperLega tra Trento e Sir. Mancherà a tanti, ai perugini di più.

SIMONE GIANNELLI voto CI HA PRESO GUSTO: Dei suoi 16 trofei vinti coi club, 13 li ha vinti negli ultimi quattro anni. A Simo’, lascia un po’ di spazio anche agli altri, ricordate degli amici!!!

LA COMPRAVENDITA DEGLI SLOT CHAMPIONS voto WILD WILD WEST: Come ci racconta Will Smith, la Cev sembra diventata molto ‘wild’ con questa storia delle ‘card’. Ora: sicuramente c’è una differenza abissale tra i primi 2/3 campionati (Italia, Polonia, Turchia?) e il resto d’Europa, e quindi la qualità tecnica della Champions League (e delle altre coppe a cascata) ne risente. Anche questo, soprattutto questo, dovrebbe essere un problema della Cev. Che non si risolve consentendo a chi non si è qualificato di comprarsi la qualificazione. Altrimenti rassegniamoci: con queste visioni, la pallavolo è e rimarrà uno sport di confine. Minore, come non piace dire a qualcuno.

GLI SPALTI DI TORINO voto NO: Ecco, torniamo al punto di cui sopra. La massima competizione europea, peraltro vinta dai padroni di casa, con metà degli spalti vuoti, dovrebbe far riflettere chi comanda la baracca. Pensate a una finale di Eurolega con metà delle sedie vuote, lo stadio della finale di Champions League di calcio mezzo deserto. E poi pensate al volley.

LEGA PALLAVOLO voto MASSIM’OUT: Se davvero Massimo Righi, dopo decenni e decenni, forse secoli, alla guida della Lega Pallavolo, cederà il passo, noi pretendiamo un discorso alla nazione che si chiuda alla Kobe Bryant, con Righi che appoggia il microfono in terra e anziché dire «Mamba Out» esclami «Massim out».

LUBE CIVITANOVA voto REMUNTADA: In finale niente da fare, la Perugia di aprile e maggio era ingiocabile. E però, chi di voi avrebbe pronosticato che una squadra in grave crisi, che sembrava quasi in disarmo a metà stagione, avrebbe fatto finale scudetto? Quasi nessuno, dai, ditecelo.

VLAD DAVYSKIBA voto ROBBIE WILLIAMS: L’ex Take That, di cui il direttore di questo sito è sfegatato fan, cantava ‘Misunderstood’. Forse non lo abbiamo ben capito, Vlad. Che ha giocato un play off per il quinto posto da professionista vero, riportando Modena in Europa e lasciandola così, dopo tre anni, col sapore dolceamaro di ciò che poteva forse essere, ma non è stato.

ITAS TRENTINO voto NUVOLA DI FANTOZZI: Come la tristezza di una famosa canzone, sfiga per favore vai via (mica solo da Trento, anche da Milano e Piacenza, per esempio). La serie di infortuni che ha colpito la formazione di Mendez, però, è da guinnes dei primati, tanto che i trentini hanno chiuso la finale del play off quinto posto con in campo, in banda, Lavia (il mega infortunato di inizio stagione) e Boschini, dalle giovanili. Michieletto, Ramon, Giani e Bristot tutti out.

UROS KOVACEVIC voto 10: Ok, la finale scudetto in Grecia l’ha vinta il Panathinaikos. Mai però, nell’Ellade, si era assistito a un campionato così bello, etereo, divino, ellenistico. Il nostro Bronzo di Kraljevo ha fatto risplendere il suo Verbo anche nel Peloponneso, e nelle biblioteche si leggono solo i suoi versi, mentre Platone e Aristotele sono stati ridimensionati a piccoli autori di nicchia, pensatori minori, vecchi retaggi di una storia inutile.