Superlega | 28 febbraio 2026, 20:41

Del Monte Supercoppa: Verona in finale. Darlan mette la firma sui vantaggi del 2-0. Poi è 3-1 contro una Lube bella, ma con troppe pause

Antonietta Paradiso

Del Monte Supercoppa:  Verona in finale. Darlan mette la firma sui vantaggi del 2-0. Poi è 3-1 contro una Lube bella, ma con troppe pause

Semifinale - Del Monte Supercoppa
Cucine Lube Civitanova - Rana Verona 1-3 (25-27, 28-30, 25-17, 21-25)
Cucine Lube Civitanova: Boninfante 3, Bottolo 16, Gargiulo 5, Loeppky 9, Nikolov 26, D'Heer 4, Bisotto (L), Orduna 0, Balaso (L), Kukartsev 0, Duflos-Rossi 0. N.E. Podrascanin, Tenorio. All. Medei. 
Rana Verona: Christenson 2, Mozic 2, Cortesia 5, Ferreira Souza 18, Keita 24, Vitelli 1, Gironi 0, Planinsic 0, D'Amico (L), Staforini (L), Sani 6, Bonisoli 0, Glatz 0, Nedeljkovic 8. N.E. All. Soli. 
ARBITRI: Zavater, Carcione. 
NOTE - durata set: 29', 37', 25', 28'; tot: 119'.

TRIESTE - Per la prima volta nella sua storia, la Rana Verona raggiunge la finale di Supercoppa. Domani affronterà la blasonata Perugia, squadra abituata a scrivere pagine di dominio nel panorama nazionale.

La semifinale appena conclusa contro la Cucine Lube Civitanova (Balaso nuovamente in campo) è stata una partita di equilibrio e tensione costante: Verona ha resistito alla pressione del servizio marchigiano, ha trovato nei momenti chiave Darlan e Keita i propri terminali decisivi e ha saputo sfruttare i cali di lucidità avversari per rimontare e vincere due set su tre che sembravano compromessi. Una vittoria che non racconta solo un punteggio, ma la capacità di leggere e gestire i momenti critici di una semifinale secca.

I PIÙ - Darlan continua a essere il terminale che fa la differenza nei momenti chiave. Nei set più equilibrati ha saputo tenere Verona in scia e incidere quando contava davvero, trasformando palloni difficili in punti pesanti. I tre ace nei 4 punti finali di primo e secondo set hanno segnato il match. La squadra gialloblù ha mostrato capacità di leggere i momenti critici, gestire la pressione altrui e approfittare dei cali di lucidità di Civitanova. Una vittoria costruita sul carattere, più che su fiammate isolate.

I MENO - Troppi errori nei set decisivi e attaccanti non sempre incisivi: la Lube ha avuto occasioni per chiudere i parziali, ma la discontinuità ha permesso a Verona di restare in partita. Mozic e Keita non hanno sempre inciso, e Verona ha dovuto affidarsi più volte a Darlan e a Nedeljkovic per tirare fuori i punti cruciali. 

SESTETTO - Soli schiera Christenson-Darlan in diagonale palleggiatore-opposto, al centro Cortesia e Vitelli e in posto4 Mozic-Keita, libero, in avvio, D'Amico. Medei manda in campo Boninfante palleggiatore con Loeppky a completare la diagonale, Gargiulo e D'Heer come centrali, gli schiacciatori Nikolov e Bottolo, infine Balaso libero.

LA PARTITA - Il primo set tra Verona Volley e Cucine Lube Civitanova parte subito con il piede sull’acceleratore: Civitanova mette pressione costante al servizio, cercando di scavare il primo solco nel punteggio. Verona non cede un centimetro e resta sempre dentro lo scambio, anche quando il divario arriva a +5 per gli ospiti. La chiave del set è stata Darlan (86% in attacco): il brasiliano si erge a punto di riferimento offensivo e psicologico, tenendo a galla i gialloblù e trasformando momenti critici in opportunità.

La Lube ha avuto due occasioni per chiudere il parziale, ma Darlan risponde con quattro punti consecutivi che ribaltano la situazione e consegnano a Verona il primo set, 25-27. Non è solo una questione di punteggio: è una dichiarazione di carattere, un segnale che la squadra scaligera sa leggere i momenti chiave e incidere quando conta davvero.

La seconda frazione mantiene l’intensità del primo set: nessuna delle due squadre cede terreno, ogni pallone diventa terreno di scontro (sul finale soni volati anche due gialli, uno per parte) La pressione dai nove metri resta elevata, ma anche dai tre, le squadre non scherzano: ogni scelta pesa, ogni errore è immediatamente capitalizzato. Per Civitanova, Nikolov (unico a quota 50%) si conferma la certezza di Boninfante: muro, attacco, capacità di guidare la squadra nei momenti decisivi. Anche questa volta la Lube ha avuto tre opportunità per chiudere il set, ma Darlan (75% in attacco per lui) si fa sentire ancora una volta: mura Nikolov e piazza un ace, ribaltando il punteggio (26-27) e confermando il suo ruolo di catalizzatore dei momenti decisivi. Verona però non chiude senza faticare: anche i gialloblù hanno tre palle set per il 2-0 e un errore ingenuo di Boninfante concede il set, 28-30. 

Il terzo parziale si apre con un lampo di Civitanova: dopo un muro di Nikolov che porta il punteggio sul 3-2, il bulgaro al servizio scuote la squadra con ferocia, piazzando cinque ace consecutivi e scavando un solco netto (9-2). Non è solo vantaggio numerico: è una questione di controllo psicologico e ritmo di gioco, un segnale chiaro di chi comanda lo scambio.

Bottolo torna ai livelli del primo set, Soli prova l’inserimento di Mozic e Vitelli per Sani e Nedelikovic ma non cambia l’inerzia della frazione. La Lube commette qualche errore di troppo, ma può permetterselo: il margine e il controllo dei fondamentali restano dalla loro parte.

Il set si chiude con un ace di Gargiulo (25-17), che suggella la fase di dominio dei marchigiani e sancisce la continuità di pressione che Verona non riesce a ricucire. 

Il quarto parziale si apre con Bottolo sugli scudi: due ace ravvicinati portano Civitanova sull’8-6 e accendono la rimonta. Civitanova, fin qui padrona dei momenti decisivi, perde lucidità mentre Christenson ritrova Keita e i gialloblù cominciano a leggere meglio i movimenti dei marchigiani.

Nikolov, protagonista indiscusso nel terzo set, viene fermato più volte (12-17 e 16-22) e mostra segni di nervosismo, che si riflettono nel gioco della squadra. Verona, sfruttando gli errori e il calo di concentrazione avversario, gestisce con intelligenza il vantaggio e chiude il set sul 21-25 grazie a Keita.

È un parziale che racconta più di una semplice vittoria numerica: Verona dimostra capacità di resilienza, gestione dei momenti critici e lettura del match, approfittando della disunione della Lube.