PONTIANAK (Indonesia) – Il Jakarta Bhayangkara Presisi ha conquistato per la prima volta nella sua storia la Champions League asiatica maschile, battendo in finale gli iraniani del Foolad Sirjan per 3-1 (25-20, 24-26, 25-23, 25-23) davanti a oltre 5.000 spettatori.
Un successo storico per il club indonesiano, primo titolo continentale anche per una squadra dell’Indonesia, arrivato grazie a una formazione costruita per l’occasione con nomi di assoluto livello internazionale. In campo, infatti, c’erano anche tre protagonisti della Superlega italiana come Robertlandy Simon, Noumory Keita e Rok Mozic, arrivati esclusivamente per disputare la manifestazione asiatica.
Proprio Keita è stato il grande protagonista della finale con 38 punti personali, mentre Simon ha conquistato anche il premio individuale di miglior centrale del torneo. Mozic ha chiuso invece con 16 punti nella sfida decisiva.
Anche il Foolad Sirjan, finalista sconfitto ma qualificato al Mondiale per Club, presentava rinforzi di altissimo livello. In campo c’erano infatti Aleksandar Nikolov, schiacciatore della Cucine Lube Civitanova anche nella prossima stagione, e l’iraniano Poryia Firouzjah, atteso a Cuneo nel prossimo campionato italiano.
Al di là di giocatori che spesso si lamentano di giocare troppo, ma a gettone corrono a disputare anche tornei dall'altra parte del globo, proprio qui che nasce il grande tema tecnico e regolamentare. Sia Jakarta Bhayangkara Presisi sia Foolad Sirjan hanno ottenuto il pass per il Mondiale per Club 2026 grazie a roster profondamente diversi rispetto a quelli utilizzati durante la stagione regolare nei rispettivi campionati nazionali e continentali.
Una situazione che inevitabilmente apre interrogativi sull’equilibrio della competizione asiatica ma anche iridata. Squadre che normalmente non possono contare durante l’anno su giocatori del livello di Simon, Keita, Mozic o Nikolov conquistano la qualificazione mondiale grazie a rinforzi temporanei “a gettone”, salvo poi presentarsi al Mondiale con organici inevitabilmente molto meno competitivi.
Il rischio concreto è quello di vedere - ancora una volta - al Mondiale per Club squadre-cuscinetto, qualificate non tanto per il reale valore del proprio roster stagionale, ma per la possibilità di inserire per pochi giorni campioni provenienti dai grandi campionati europei.
Un tema che ciclicamente torna nel volley asiatico e che rischia di falsare - ancora una volta - in parte il significato tecnico della qualificazione continentale.

Con la conclusione dei tornei continentali, prende forma anche il quadro delle squadre qualificate al Mondiale per Club 2026:
Europa: Sir Sicoma Monini Perugia, Aluron CMC Warta Zawiercie
Asia: Jakarta Bhayangkara Presisi, Foolad Sirjan
Sudamerica: Sada Cruzeiro, Renata Campinas
Africa: Al Ahly
Da definire la squadra del paese organizzatore
Il livello tecnico del prossimo Mondiale sarà ancora altissimo nelle prime posizioni, ma il dibattito sulla reale competitività di alcune formazioni asiatiche qualificate attraverso roster costruiti appositamente per pochi giorni è destinato a proseguire. Se non si vorrà considerare l'appuntamento iridato per quello che attualmente è... una esibizione internazionale, più o meno supportata dalla stessa FIVB, che crea caos ai calendari nazionali delle Leghe e che ha un valore iridato solo nominale.











