Mondiali | 08 luglio 2026, 19:55

Russia ai Mondiali 2027? Il ritorno deciso dalla FIVB apre il caso Polonia

Luca Muzzioli

Con la riammissione decisa dalla FIVB, la Russia ritrova il ranking congelato nel 2022 e avrebbe già i punti necessari per qualificarsi ai Mondiali 2027. Ma la rassegna si giocherà in Polonia, dove le norme nazionali potrebbero impedire l'ingresso delle nazionali russe. Il presidente della federazione polacca Świderski: "La FIVB non può obbligarci a violare la legge".

Sebastian Swidersky, presidente della Federazione polacca

Sebastian Swidersky, presidente della Federazione polacca

VARSAVIA - La decisione della FIVB di riammettere atleti, tecnici e nazionali russe alle competizioni internazionali rischia di aprire immediatamente un nuovo fronte, non più soltanto sportivo ma anche politico e organizzativo. Perché se il ritorno della Russia nel circuito mondiale appare ormai deciso, resta da capire come potrà concretizzarsi la sua partecipazione ai Campionati del Mondo 2027, che saranno ospitati dalla Polonia.

La Federazione internazionale ha infatti stabilito che le nazionali russe torneranno nel ranking mondiale con gli stessi punti posseduti al momento del congelamento del marzo 2022, deciso dopo l'invasione dell'Ucraina. Una scelta che, di fatto, cancella gli effetti sportivi di oltre quattro anni di inattività.

Nel settore maschile la Russia rientrerebbe con 352 punti, valore che nell'attuale classifica mondiale significherebbe il terzo posto, alle spalle soltanto di Polonia e Italia. Una posizione che garantirebbe praticamente già la qualificazione ai Mondiali del 2027 e, con ogni probabilità, anche il ritorno nella Volleyball Nations League 2027 come migliore nazionale non ancora partecipante.

Il nodo più delicato riguarda proprio il Mondiale del 2027.

La manifestazione sarà organizzata dalla Polonia, uno dei Paesi europei che ha mantenuto una delle posizioni più ferme nei confronti della Russia dopo l'invasione dell'Ucraina. Attualmente la normativa nazionale polacca prevede forti limitazioni all'ingresso di cittadini russi, una situazione che potrebbe riflettersi inevitabilmente anche sullo sport.

A confermarlo sulla stampa polacca è stato il presidente della Federazione Polacca di Pallavolo, Sebastian Świderski, intervenuto dopo la decisione del CIO e della FIVB.

"È troppo presto per parlare di decisioni definitive. Siamo vincolati anche dalle decisioni del nostro governo. È difficile immaginare che i russi possano venire in Polonia senza visto e senza permesso d'ingresso".

Ancora più netta la risposta a chi gli ha chiesto cosa accadrebbe se la FIVB imponesse alla Polonia di accogliere comunque la nazionale russa, minacciando eventualmente di revocare l'organizzazione del torneo.

"La FIVB non può obbligarci a violare la legge nazionale. Abbiamo bisogno di tempo, dato che si tratta di una decisione recente, e dobbiamo elaborare una strategia per affrontare la questione".

Le dichiarazioni di Świderski evidenziano come il ritorno della Russia sia tutt'altro che privo di ostacoli. La FIVB ha scelto di adeguarsi rapidamente alle nuove indicazioni del Comitato Olimpico Internazionale, ma la situazione geopolitica resta sostanzialmente immutata rispetto al 2022: la guerra in Ucraina è ancora in corso e molti Stati europei continuano ad applicare restrizioni nei confronti della Federazione Russa.

La sensazione è che la Federazione mondiale abbia aperto una porta senza che siano ancora stati chiariti tutti gli aspetti pratici e giuridici del rientro. Se sul piano sportivo la Russia è stata reintegrata restituendole integralmente il ranking congelato quattro anni fa, resta da capire se questo basterà davvero per riportarla in campo nei grandi eventi internazionali. Il primo banco di prova potrebbe arrivare proprio con i Campionati del Mondo 2027 in Polonia, dove le decisioni della FIVB dovranno inevitabilmente confrontarsi con la legislazione nazionale del Paese ospitante.