GÖTEBORG – Terza partita e terza vittoria per l'Italia agli Europei Femminili 2026. Dopo il successo sulla Svezia, la capitana Anna Danesi guarda soprattutto agli aspetti positivi della prestazione, senza però ignorare il passaggio a vuoto accusato dalle azzurre nel secondo set.
"Io guardo soprattutto i due set nei quali abbiamo fatto molto bene. È ovvio che dobbiamo analizzare anche il secondo, perché in questi giorni c'è sempre stato un momento di blackout e dovremo cercare di eliminarlo".
Danesi, però, invita anche a contestualizzare le difficoltà. "È normale: alla fine anche le altre squadre giocano a pallavolo. Questi momenti ci stanno e probabilmente ci serviranno, perché andando avanti nella competizione incontreremo squadre sempre più forti, capaci di metterci maggiormente in difficoltà".
"Stiamo ancora lavorando duro fisicamente"
Il calendario della prima fase, con tre partite consecutive, impone alle azzurre anche una gestione particolare delle energie. Il lavoro fisico, spiega Danesi, continua infatti ad avere carichi importanti. "È normale avere qualche blackout anche per questo. Stiamo facendo ancora dei pesi abbastanza tosti, perché è importante riuscire a mantenere il fisico per venti giorni di competizione".
La capitana preferisce comunque sottolineare ciò che ha funzionato. "Guardiamo tutte le cose belle che abbiamo fatto oggi, perché sono state molte. Ci siamo anche accese un po' più del solito e abbiamo giocato in un palazzetto molto pieno. Sono contenta".
Danesi e Fahr protagoniste al centro
Tra gli elementi più evidenti della partita con la Svezia c'è stato il maggiore coinvolgimento delle centrali, con Danesi e Sarah Fahr spesso cercate nella distribuzione offensiva.
"Giocare contro queste squadre, senza voler togliere nulla alle avversarie, ci dà la possibilità, quando la palla è buona, di utilizzare molto anche il centro. Questo ci dà grande fiducia e ci permette poi di essere più presenti anche negli altri fondamentali".
Danesi scherza anche sul proprio contributo dalla linea dei nove metri. "Anche la mia battuta, che non è proprio il massimo, ogni tanto riesce a tirare fuori qualche ace".
"Il nostro plus è essere tutte intercambiabili"
Dopo tre giornate consecutive, Danesi individua soprattutto un elemento da portarsi dietro in vista del prosieguo del torneo: la profondità del gruppo.
"Mi è piaciuta tantissimo la partita di ieri perché siamo entrate praticamente tutte. Il plus di questi giorni è proprio questo: siamo davvero tutte intercambiabili".
Un aspetto fondamentale in una competizione lunga. "Abbiamo una panchina molto lunga e questo ci permette di affrontare nel modo migliore un torneo che durerà ancora parecchio".
"Contro di noi tutte spingono al 200%"
Essere campionesse olimpiche e mondiali significa anche convivere con aspettative molto alte e con avversarie che affrontano l'Italia senza nulla da perdere.
"Sappiamo che probabilmente contro di noi tutte spingono al 200%, perché riuscire a portarci via anche soltanto un set per molte squadre significa tantissimo".
Da qui nasce anche la ricerca quasi ossessiva della perfezione da parte delle azzurre: "Noi vogliamo fare tutto perfettamente perché siamo fatte così. Però è normale che ogni tanto non riesca tutto alla perfezione".
La soluzione è quella ripetuta quotidianamente da Julio Velasco: "Pensiamo alla palla dopo, come ci dice spesso Julio".











