TORINO – La delusione è inevitabile, ma Giovanni Sanguinetti prova subito ad analizzare con lucidità l'eliminazione dell'Italia contro la Finlandia nei quarti di finale di EuroVolley 2026. Il centrale azzurro riconosce i meriti degli avversari e individua soprattutto nel secondo e nel quinto set le occasioni che gli azzurri non sono riusciti a sfruttare.
Sulle difficoltà della partita: "Siamo stati messi in difficoltà, soprattutto nel terzo set. C'è stato un calo del nostro livello e loro con la battuta ci hanno messo parecchio alle strette".
La reazione nel quarto parziale aveva però permesso all'Italia di rimettersi in carreggiata: "Credo che siamo stati bravi, dopo un set andato così male, a riprendere le redini della partita. Lo abbiamo fatto nel quarto e anche per gran parte del tie-break".
Poi, nel finale, sono stati pochi palloni a cambiare completamente l'esito della gara: "Un paio di palloni fanno la differenza. Bastano due dettagli nel finale e un set che più o meno stavi controllando ti scappa via".
Sanguinetti riconosce senza esitazioni il valore della Finlandia: "Bisogna fare i complimenti agli avversari. Hanno disputato una partita di alto livello e si sono meritati di passare il turno".
Sul rammarico maggiore: "Sicuramente aver perso il secondo e il quinto set. Erano due parziali che potevamo chiudere noi".
Particolarmente pesante il tie-break: "Il quinto è così. Quando giochi punto a punto ogni pallone ha un peso enorme. Nel finale ne bastano due per perdere un set e, in questo caso, una partita".
Sulla Finlandia e su ciò che ha maggiormente messo in difficoltà gli azzurri: "Non so se ci abbiano sorpreso. Sapevamo che erano una squadra che gioca bene, che erano pericolosi. Forse non siamo stati abbastanza bravi a gestire la loro battuta, che ci ha creato parecchi problemi".
Anche nella fase break l'Italia ha impiegato troppo tempo per trovare le contromisure: "Ci abbiamo messo parecchio ad aggiustarci, soprattutto sul loro opposto, che ci ha fatto molto male. Siamo stati un po' lenti a reagire".
Il cambio di passo è arrivato, ma troppo tardi: "Nel quarto set siamo riusciti a modificare qualcosa sia in ricezione sia a muro. Forse però lo abbiamo fatto un po' tardi. Poi il quinto set è il quinto".











