Italvolley femminile, Velasco alla Coppa Italia maschile: spunti (anche) per l’estate di Antropova
Alla Final Four della Del Monte Coppa Italia SuperLega di inizio febbraio all'Unipol Arena di Casalecchio di Reno si è visto anche Julio Velasco, ct dell’Italia femminile.
Una presenza non “di rito” ora che è ct delle donne, ma pur sempre di casa per Julio che proprio a Bologna ha scelto di abitare da diversi anni e anche - e soprattutto - perché nella pallavolo maschile ha scritto pagine epiche e sarà per sempre affar suo.

Dentro questo contesto delle due semifinali che il CT ha potuto seguire si inserisce un’idea che, inevitabilmente, può diventare motivo di confronto già ora: se davvero l’estate 2026 sarà (almeno in parte) di gestione per alcune “senatrici” con Paola Egonu e compagne con una finestra di riposo iniziale, la VNL diventerebbe un laboratorio molto più ampio del solito. In quel caso, il ruolo di opposta titolare sarebbe naturalmente nelle mani di Ekaterina Antropova: non solo come soluzione di continuità, ma come asse attorno a cui costruire il gioco.

Il punto, però, è un altro e nasce proprio da ciò che Velasco può aver osservato a Bologna, guardando Verona. Nel progetto tecnico impostato la scorsa stagione da Radostin Stoytchev e poi ben interpretato dal subentrato Fabio Soli, gli scaligeri hanno lavorato su un riassetto offensivo chiaro: Darlan opposto di ruolo, Noumory Keita (foto) spostato stabilmente in posto 4, in diagonale con Rock Mozic, per aumentare il peso dell’attacco anche dalle bande, seppur pagando in ricezione.

Trasportata sul femminile, la suggestione è immediata: una VNL in cui Antropova non venga utilizzata soltanto come opposta (o, in futuro, nel solito “doppio cambio”), ma venga fatta crescere da martello-ricevitore, per ampliare le opzioni in vista dell’Europeo e delle scelte successive. Non come rivoluzione, ma come percorso: aumentare la flessibilità della rosa, moltiplicare le combinazioni e arrivare agli appuntamenti che contano con più soluzioni reali.
In questa prospettiva, lo scenario “teorico” diventerebbe quello di un’Italia capace di presentarsi con un assetto offensivo più pesante: Antropova in posto 4 e, quando rientrante, Egonu di nuovo opposta. È un ragionamento che si incastra con il mantra spesso associato a Velasco – la squadra che vince si cambia.

Naturalmente, perché un’ipotesi del genere stia in piedi servono incastri tecnici precisi. Se si alza il “carico” d’attacco dalle bande, cresce anche la necessità di un palleggio capace di giocare in ritmo pure su ricezione non perfetta: la Coppa Italia maschile, da questo punto di vista, è stata una vetrina continua di soluzioni “in corsa”, e l’efficienza dei sistemi di cambio palla dipende spesso dalla capacità del regista di tenere vivo il gioco anche quando la palla non arriva pulita.

Da Bologna, insomma, Velasco può essere tornato con più di un appunto: non tanto su singoli “da copiare”, quanto su un principio. Se la VNL diventa davvero una fase di costruzione (o ricostruzione parziale), allora vale la pena usare ogni partita per aggiungere un’opzione concreta in più. E in un’estate in cui i ruoli potrebbero essere ridisegnati anche solo temporaneamente, Antropova in posto 4 potrebbe essere una delle chiavi di volta del lavoro azzurro.











