Comunichescion | 27 ottobre 2026, 16:15

Parigi vale un milione? Italia: I segnali da seguire per il futuro della Nazionale; Sirci moderno Don Chisciotte?

Luca Muzzioli

L’ipotesi Fumagalli a Parigi, il cambio di voci Rai e la stretta di mano fra le Leghe. Poi i giovani di Piacenza, Sirci contro i calendari internazionali e gli interrogativi sulla panchina azzurra: un segnale potrebbe arrivare da Perugia.

Parigi vale un milione?  Italia: I segnali da seguire per il futuro della Nazionale;  Sirci moderno Don Chisciotte?

Milano-Parigi: un milione di euro per Parigi

Un milione di euro per Parigi. Questo è il debito del club transalpino di volley, al quale, a quanto pare, potrebbe mettere mano il patron di Monza Aldo Fumagalli, ex signor Candy.
Ci si chiede il perché di questo investimento, nel caso andasse in porto, quando la pallavolo in Francia rimane veramente un giardino per pochi e dà pochissima visibilità. Anche se Parigi è pur sempre Parigi, gli spazi sui quotidiani sono veramente risicati.
Un ultimo esempio: negli ultimi dieci giorni, su L’Équipe sono usciti tre trafiletti e una mezza pagina dedicata al rientro di Ngapeth. Nient’altro. Per il resto: badminton, tennis, ginnastica, rally, Formula 1 con Antonelli, calcio, calcio, calcio, Pallone d’Oro. Ma pallavolo, nulla. Non varrebbe la pena investire sul Vero Volley maschile?

Lucchetta e Colantoni salutano... il campionato

Si parla di polemiche estive, si parla di normale avvicendamento. Colantoni smorza i toni, mentre, per la prima volta, abbiamo visto Lucchetta leggere un testo anziché andare a braccio con i suoi soliti "su le mani dai divani", "la… via giusta" e altre tormentoni di questo tipo, ripetuti - inesorabilmente - per anni.
Ha chiaramente letto un comunicato stampa, parlando di maglia, della Rai, di "comunicazione". In realtà, insomma, il fatto che proprio nel suo arrivederci — perché con l’azzurro pare che tornerà a commentare — abbia deciso di fare una comunicazione chiara e leggibile fa un po' pensare: perché non l’ha fatto durante tutti questi anni di telecronache?

Le due Leghe e la stretta di mano

I due presidenti delle Leghe si incontrano, ma, al di là delle strette di mano, le due Leghe vivono da decenni in antitesi. A Mauro Fabris, ad esempio, dava addirittura fastidio che la sua Lega dovesse specificare di essere la Lega femminile, mentre a quella maschile bastava un "Lega Volley". Se questa era la situazione dei rapporti tra le due Leghe, chissà se ora le cose si risolveranno con una stretta di mano tra due politici.

Quanto è bella Piacenza

È iniziato il campionato di SuperLega: due giornate, già qualche risultato scoppiettante. Ma quello che ci viene da dire è: quanto è bella Piacenza. Una squadra a cui non si può non voler bene: Boninfante e Papi in panchina nel ruolo di allenatore e viceallenatore; uno Zlatanov e un Bovolenta in campo. Un dolce amarcord.

Sì, il foyer 1 del PalaBanca è un primo passo. C’è da sperare che al confine tra Emilia e Lombardia qualcuno possa ipotizzare l'idea di un palasport cittadino che possa accogliere più spettatori. Questa squadra lo merita.  L’altra cosa bella è che, insomma, gli italiani alla fin fine ci sono. Se n’è andato il turco Mandıracı: una partenza da mani nei capelli, ma anche un ritorno economico. Baby Zlatanov, però, non lo sta facendo rimpiangere in questo avvio di stagione.

Sirci, confederatore o moderno Don Chisciotte?

Sempre sopra le righe, Gino Sirci, presidente della Sir Perugia, è un vero e proprio caso mediatico. I Sirmaniaci, la Sir, la sua azienda. Lui che da Bastia Umbra arriva a Perugia, vince Scudetti, Coppe dei Campioni e Mondiali per club, fa diventare Perugia un polo nazionale e internazionale. Ora vuole diventare anche un confederatore internazionale.
Ha unito una serie di squadre internazionali per dire no al progetto della FIVB sui calendari, che toglierebbe ai campionati l’ossigeno di mesi caldi come dicembre e gennaio. Anche se in questo elenco, però, mancano le polacche e altre formazioni importanti.

Ma, al di là dell’ammirevole spirito battagliero del presidente perugino, c’è da evidenziare un dato: la FIVB pare abbia già deciso. Non saranno quindi Sirci, Perugia, Berlino, Tours, Conegliano, Scandicci, Novara, qualche squadra turca, la stessa Federazione italiana o una delle leghe nazionali a far cambiare idea a una federvolley mondiale che, per mia esperienza quarantennale, ha sempre deciso e fatto quello che meglio le aggradava.

Ora, poi, c’è anche Volleyball World, a cui molte leghe nazionali hanno di fatto concesso i diritti televisivi dei propri campionati, legandovisi a filo doppio. E con VolleyballWorld si guarda ancor più al soldo. Va da sé che, se a Losanna sono arrivati a credere che una finale dei Mondiali piazzata in un ipotetico 26 dicembre li farà incassare tante volte di più rispetto a una finale a fine settembre, sarà difficile farli tornare sui propri passi.

Nazionale: le conferme e il futuro della panchina

Si parla tanto di Nazionale. Nel weekend c’è stato il consueto appuntamento federale con i CT azzurri, che hanno esposto al Consiglio il report stagionale: l’argento della Nazionale femminile, che ha lasciato l’amaro in bocca; l’eliminazione dell’Italia addirittura ai quarti di finale dell’Europeo per opera della Finlandia, per non parlare delle poche gioie delle giovanili maschili (mica sempre si può vincere).

Se Velasco è blindato finché, di fatto, lo vorrà lui, si fa un gran parlare della panchina della Nazionale maschile, anche se, dopo il ko di Torino, la Federazione si è affrettata a confermare Fefè. Era giusto farlo: non si decide mai a caldo.
Tutti quelli che, però, ragionano sul futuro della Nazionale italiana maschile pensano che ben presto si capirà se cambierà qualcosa o no. Anche perché dallo spogliatoio azzurro — seppur a denti stretti — è trapelato qualche malumore per la gestione dell’estate e non è così automatico che tutto resti invariato.

A questo proposito, i più attenti ci hanno sottolineato che, in quel di Perugia, Angelo Lorenzetti è in scadenza di contratto e che, per prassi personale, l’allenatore marchigiano tende sempre a rinnovare con larghissimo anticipo, tra autunno e inverno. Per farla breve, se fra novembre e dicembre da Perugia non arrivasse l’annuncio della conferma di Lorenzetti alla Sir, le domande e gli interrogativi azzurri si alimenterebbero…