Mancano sempre meno giorni all'elezione che dovrà consegnare alla Lega Pallavolo Serie A Femminile il successore di Mauro Fabris. Il 29 settembre i club saranno chiamati a scegliere tra Vito Cozzoli e Massimo Beduschi, in una sfida in apparenza equilibrata e sempre più connotata dalla politica.
Non soltanto politica sportiva. Secondo quanto abbiano raccolto nell'ambiente dei club, non sarebbero mancati contatti e pressioni provenienti dalla politica nazionale verso alcune società per questo o qiel candidato. Le due candidature sembrano così rappresentare non soltanto due nomi, ma due modi differenti di immaginare la Lega del futuro.
Massimo Beduschi raccoglie il sostegno di una parte importante dei club di vertice della Serie A1, con società come Conegliano, Scandicci, Novara, Bergamo e Firenze. Vito Cozzoli, invece, ha sottolineato come la propria candidatura sia nata dall'indicazione dei cosiddetti “saggi della pallavolo femminile”.
Ma chi sono i “saggi”?
Il gruppo è composto da Alessandra Marzari per Vero Volley, Ivano Angeli per Vallefoglia, Roberto Mignemi per Roma (A2) e Stefano Condina per Offanengo.
Al netto di Marzari e del peso economico del Vero Volley, la rappresentatività del gruppo rispetto al vertice e alla storia del movimento lascia spazio a qualche interrogativo: Vallefoglia conta cinque anni in A1, Roma sei stagioni complessive tra A1 e A2, Offanengo quattro di A2. Esperienze assolutamente legittime, ma difficilmente paragonabili a quelle di realtà consolidate come Novara, Conegliano e Scandicci e la stessa Bergamo, protagoniste da anni in Italia e in Europa.
La domanda, quindi, è inevitabile: perché proprio queste società assumono il ruolo di “saggi”, mentre alcune delle realtà che maggiormente hanno contribuito alla crescita sportiva, economica e internazionale della Serie A femminile non ne fanno parte?
Per questo l'investitura dei “saggi”, indicata come uno dei punti qualificanti della candidatura Cozzoli, assume un peso differente una volta osservata la composizione effettiva del gruppo. Cozzoli che proprio venerdì scorso ha incontrato in streaming i dirigenti della Serie A1. Secondo quanto riferito da alcuni partecipanti, durante la lunga riunione il candidato avrebbe parlato per gran parte del tempo, affrontando anche il rapporto con Mauro Fabris e il futuro di Spike Media.
Il tema non è secondario. La presidenza della Lega è statutariamente priva di compenso, mentre quella della società commerciale apre uno scenario differente. Cozzoli avrebbe prospettato la possibilità che in futuro le due presidenze possano tornare a coincidere alla scandenza dell'impegno di Fabris.
Anche alcuni punti del programma avrebbero suscitato perplessità in una parte della A1. In particolare il riferimento al modello americano e alle grandi arene richiama una realtà molto distante da quella italiana, dove il problema, prima ancora di costruire palazzetti sul modello USA, è spesso quello di disporre di strutture adeguate.
Il 40% della A2 può diventare decisivo
C'è poi il punto forse più delicato dell'intera elezione: il peso della Serie A2.
La nuova governance attribuisce alla A1 il 60% del peso assembleare e alla A2 il restante 40%. Ma se la massima serie dovesse dividersi tra Cozzoli e Beduschi, proprio quel 40% potrebbe diventare determinante nell'elezione del presidente. Si arriverebbe così al paradosso di un confronto quasi alla pari che rischierebbe di non fotografare il diverso peso sportivo, economico e internazionale delle società.
Il punto non è mettere in discussione il diritto della A2 a partecipare alla vita della Lega, ma interrogarsi su quanto debba incidere nelle scelte strategiche chi contribuisce maggiormente alla costruzione del valore complessivo del campionato. Conegliano, Novara, Scandicci e la stessa Milano non rappresentano soltanto quattro voti: sono realtà che investono, vincono in Europa, attirano campionesse internazionali e contribuiscono in maniera decisiva alla visibilità del movimento.
Il nodo dei rapporti con la FIPAV
Infine c'è il rapporto con la Federazione Italiana Pallavolo, già caratterizzato negli ultimi anni da tensioni e contrapposizioni istituzionali.
Anche questo diventa inevitabilmente un tema elettorale. Cozzoli viene percepito da una parte del movimento come il candidato sostenuto soprattutto dall'area Vero Volley, con Alessandra Marzari e Aldo Fumagalli. Da qui il timore, espresso da alcuni club, che una sua presidenza possa rappresentare più una prosecuzione degli attuali equilibri (pessimi) che una discontinuità nei rapporti con la Federazione che, lo ricordiamo, concede e delega alla lega la gestione del campionato solo grazie ad una convenzione.
È una valutazione politica, naturalmente, e sarà eventualmente la futura gestione a verificarla. Ma dopo anni di tensioni tra l'attuale gestione della Legafemminile e FIPAV resta una delle questioni che il nuovo presidente dovrà affrontare immediatamente. Il 29 settembre, quindi, non verrà scelto soltanto il successore di Mauro Fabris.
Si deciderà anche quale peso avranno nella futura Lega le società che producono la parte più rilevante del valore sportivo ed economico, quale sarà l'equilibrio tra A1 e A2 e quale rapporto verrà costruito con la Federazione.











