Comunichescion | 02 novembre 2026, 20:19

Non c'è peggior sordo di chi va a sentire il volley...*

Luca Muzzioli

Il caso / Modena Volley promette di ricalibrare l’audio, ma la protesta della curva riguarda soprattutto ascolto e rispetto. Il modello VNL, le segnalazioni su coriandoli e striscioni, l’intervento fuori bersaglio di Casadei: al PalaPanini si gioca per i tre punti, con una storia che merita attenzione.

Gli striscioni dei tifosi di Modena

Gli striscioni dei tifosi di Modena

MODENA – Domenica, durante la partita contro Verona, la "curva dei tifosi" di Modena Volley ha attuato lo sciopero annunciato prima della gara, rinunciando per pressoché tutto l’incontro a tamburi e megafoni. Una protesta contro musica e interventi dello speaker che, secondo i tifosi, sovrastano i cori e rendono difficile organizzare il sostegno alla squadra.
Il malessere va però oltre i volumi. Secondo quanto è stato riferito, la società avrebbe chiesto di evitare coriandoli e altro materiale per non sporcare il PalaPanini e avrebbe ostacolato la preparazione degli striscioni, tentando di ritirare bombolette spray e lenzuola. Episodi sui quali sarebbe utile un chiarimento e che alimentano la sensazione di un tifo organizzato diventato un ingombro.

Abbassare il volume è un intervento tecnico. Ascoltare una tifoseria è una scelta societaria. Al PalaPanini servono entrambe le cose. "Onda Gialloblù" ha precisato di non essere contraria a tutta la musica e di volere una convivenza tra cori, speaker e intrattenimento. Rivendica tempo e passione dedicati alla squadra, sostiene di avere già cercato inutilmente il confronto e chiarisce: «Noi NON vogliamo lasciare da soli i ragazzi». Chiede però di non essere più ignorata e sovrastata.

La società, nel comunicato del lunedì, conferma la propria idea di tifo affiancato da musica e intrattenimento, promette verifiche e ricalibrazione dell’audio, distingue dj e speaker e riconosce a quest’ultimo un’«espressione infelice» (mai visto uno speaker che in diretta nel bel mezzo della gara battibecca con il suo pubblico!), già affrontata internamente. È un’apertura importante. Poi, però, auspica di parlare soltanto di sport e giocatori, «lasciando da parte tutto il resto».

Il rapporto con la tifoseria sarebbe “tutto il resto”? È parte della vita sportiva del club, della sua identità e della forza del palazzetto. Guardate Cuneo!

Anche l’intervento di un fin troppo generoso Alberto Casadei, ds del club, ha mancato il punto. Nel dopopartita ha ricordato che «questa squadra merita di essere sostenuta», senza affrontare le contestazioni su musica e volumi. A nostro avviso, Casadei era la persona meno indicata da mandare avanti su questa questione: doveva rispondere chi - in società - decide come gestire il pubblico. Il suo appello non ha fatto un passo verso chi protesta proprio perché sente ostacolato il proprio modo di sostenere i giocatori.  

Modena dovrebbe ricordare lo scioglimento degli Irriducibili nel 2024, dopo tredici anni: tra le ragioni indicate c’era la percezione di un calo di dialogo, fiducia e stima da parte della società. La ripartenza con Onda merita (meritava) cura.

Si è dimenticato che nell’ottobre 2025 Christian Storci dichiarava di voler rafforzare e favorire il tifo organizzato, al PalaPanini e in trasferta, valorizzando la crescita di Onda Gialloblù. Era un impegno sul quale misurare anche le scelte di oggi...

L’effetto VNL targato Volleyball World può funzionare in certi palazzetti, con certe nazionali e con un pubblico che cerca soprattutto lo spettacolo della pallavolo, magari affezionandosi più ai singoli ragazzi o alle singole ragazze che alla squadra e al risultato. Anche lì si compete, ma quel tipo di partecipazione può prestarsi maggiormente a una regia continua dell’intrattenimento.

In un campionato quel modello non può pretendere di dettare le regole al tifo. Ci sono una città, una maglia, una rivalità. La domenica si va al palazzetto per la vittoria, i tre punti, la classifica, uno scudetto. Le tifoserie vivono questa appartenenza anche nelle sconfitte: il risultato conta, il legame dura oltre il risultato.

Dovrebbero ricordarlo i dirigenti di Modena e quelli di tutta la Superlega attratti dallo show all’americana. Se tutto deve ridursi a una serata di musica, togliamo pure di mezzo il peso della vittoria e della classifica. Ma riconosciamo che stiamo cambiando il senso della pallavolo.

Il PalaPanini è diventato il Tempio anche attraverso voci, tamburi, striscioni e passione. Se tutto questo dà fastidio, bisognerebbe interrogarsi sulla propria idea di sport... 

Perché il PalaPanini è (era) un’altra cosa.

* (cit)